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Ruggi, nuovi obiettivi per i livelli di assistenza: si riducono i parti cesarei

Altri numeri d’eccellenza sono quelli del progetto "percorso femore attesa zero"

Federica D'Ambro

L’azienda ospedaliera Ruggi d’Aragona ha fissato nuovi obiettivi per i livelli essenziali di assistenza, diminuiscono le attese per i ricoveri e post operazione, riducono i parti cesarei dal 45 al 36 per cento. Come rivelato dal quotidiano Il Mattino, nel 2015 l’azienda ospedaliera partiva da un non nobile 60 per cento, nel corso del 2016 la percentuale dei tagli cesarei primari è stata pari al 45,8 per cento, nettamente superiore all’obiettivo regionale. Nel primo trimestre del 2017 la percentuale è scesa al 36 per cento.

Altri numeri d’eccellenza sono quelli del cosiddetto “percorso femore attesa zero”, dove stando ai dati della tabella Agenas si è passati dal 5,43 per cento del 2015 al 59,20 per cento attuali di pazienti operati entro 48 ore dal ricovero. I dati dei primi 8 mesi del progetto “percorso femore attesa zero”, sono stati presentati ieri mattina dal capo dipartimento Chirurgia apparato locomotore Nicola Maffulli, alla presenza del manager Nicola Cantone, del direttore sanitario Nicola Silvestri e del preside della facoltà di Medicina Mario Capunzo.

“Questo è l’esempio di come le cose si possono fare bene quando c’è sinergia di pensiero e azione tra ospedale e università – evidenzia Maffulli – Questo è il primo percorso che va in questa direzione, ma sono sicuro che altre cose si possono fare in futuro”.
Non solo massimizzare i tempi per ridurre i costi e migliorare la vita dei pazienti ma anche tanta ricerca, questo è l’obiettivo del progetto che ha coinvolto i tanti giovani studenti universitari. Gli stessi hanno dimostrato come nella riabilitazione postoperatoria i pazienti possano essere messi in piedi il giorno stesso dell’operazione e alcuni di essi possano essere dimessi a casa nel giro di 48 ore.

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