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Ruggi, assenteisti indagati si difendono: “Eravamo presenti a lavoro”

Alcuni indagati avrebbero ammesso di aver fatto timbrare il cartellino a un collega ma avrebbero poi dimostrato di essere stati presenti a lavoro

Federica D'Ambro

All’inizio delle indagini erano 800 le posizioni indagate al Ruggi d’Aragona, ad oggi sono 202 le posizioni complessive per truffa e assenteismo, che sono già arrivate sulla scrivania del giudice per l’udienza preliminare.
Come scrive il quotidiano Il Mattino, ieri mattina si è tenuta l’ennesima udienza nell’ufficio del giudice con la consegna di una serie di prove documentali attraverso le quali gli indagati intendono dimostrare al giudice di non essere assenteisti ma di essere stati al lavoro nei giorni in cui gli è stata contestata una errata modalità di timbratura del cartellino. Alcuni di questi, come tanti altri indagati, avrebbero ammesso di aver fatto timbrare il cartellino a un collega ma avrebbero poi dimostrato di essere stati presenti in quel giorno al proprio posto di lavoro.
Entro il 20 marzo, tutti, dovranno presentare una memoria difensiva per consentire al magistrato di studiare i singoli casi.

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