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“Riapriamo la cultura e la Biblioteca Provinciale”

Le studentesse e gli studenti della città di Salerno si mobilitano con un presidio per rivendicare la possibilità di studiare all’interno della struttura

Francesco Pecoraro

Martedì 13 ottobre, alle ore 11.30, dinanzi la Biblioteca Provinciale di Via Laspro, le studentesse e gli studenti della città di Salerno si mobilitano con un presidio per rivendicare la possibilità di studiare all’interno di questa struttura, con tutte le procedure di sanificazione e mantenendo il distanziamento sociale, con un nuovo orario di apertura, dalle 8.30 alle 19.00. Nonostante il periodo delle riaperture dei luoghi adibiti allo studio, cominciato già nel mese di maggio, denunciamo l’impossibilità di usufruire dell’unica biblioteca presente su tutto il territorio cittadino. Non ravvisandosi riduzioni o defezioni del personale adibito all’apertura e alla tutela della Biblioteca, manifestiamo contro l’incuria politica e amministrativa con la quale le istituzioni competenti affrontano il tema del diritto allo studio. Nell’assenza di altri spazi dove poter studiare, ci mobilitiamo per richiedere non solo la possibilità di poter tornare ad utilizzare la biblioteca, ma mettiamo a disposizione le nostre energie, le nostre idee e il nostro tempo per elaborare un protocollo di collaborazione per l’apertura e la cura della Biblioteca Provinciale, che per le studentesse e gli studenti di questa città rappresenta uno spazio fondamentale di crescita, istruzione ed aggregazione. Se l’istituzione Provincia non è in grado e non ha le risorse adatte a far ripartire il servizio, si rende necessario e dovuto un intervento degli altri enti di prossimità del cittadino, come il Comune di Salerno, anch’esso destinatario del nostro messaggio. In concorso con Regione ed Università, ci sono le possibilità di predisporre tutti i mezzi atti a garantire il diritto allo studio degli studenti e delle studentesse salernitane in spazi comuni nel rispetto delle normative anti-Covid19 (come avvenuto nella maggior parte delle città universitarie italiane), ma non si spiega perché ciò non sia mai stato all’ordine del giorno tra le opere pubbliche finora realizzate. Nel corso del presidio saranno decise di comune accordo le modalità con le quali continuerà la mobilitazione.
Abbiamo appena cominciato una battaglia, che per alcuni di noi è un dejavu, considerata la raccolta firme che ci vide protagonisti già nel 2015 di una istanza di ampliamento del servizio bibliotecario. Non intendiamo fermarci o fare passi indietro, neanche per prendere la rincorsa.
“Il Covid19 chiude gli spazi e i momenti della cultura ed elimina le possibilità di condivisione. Finanche il diritto allo studio è a rischio e diventa inaccessibile con la chiusura dell’unica biblioteca cittadina, luogo di cui tutti gli studenti salernitani potrebbero usufruire per costruire il proprio futuro. I giovani oggi sono invisibili se visti come risorsa essenziale per uno sviluppo culturale cittadino, ma sono fin troppo visibili, una sorta di capro espiatorio, se visti nella strumentale ottica di unturi, addossando ingiustificatamente alla movida tutte le responsabilità contagi.
Il distanziamento necessario è solo quello fisico attraverso le norme anticontagio, non quello sociale. Infatti, in periodi di crisi, momenti in cui ognuno si sente già solo e invisibile, l’aggregazione culturale e il diritto allo studio sono strumenti da incentivare, creando ancora più spazio.
Da oggi andiamo un bel gruppo di ragazze e ragazzi ha deciso di portare avanti queste esigenze, ripartendo dall’apertura della biblioteca provinciale o dalla creazione di un nuovo spazio idoneo sostituitivo”.

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