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Regime fiscale speciale per il Sud, c’è l’ok di Confindustria Salerno

«L’occasione giusta perché il nostro territorio diventi finalmente un vero e proprio attrattore e acceleratore di investimenti, capaci di creare nuove connessioni anche tra le nostre attività produttive e i mercati internazionali, generando considerevoli flussi di indotto con altre imprese già presenti sul territorio»

Il presidente di Confindustria SalernoAndrea Prete, ha espresso il suo «apprezzamento per il disegno di legge – di iniziativa dei deputati De Luca, Padoan e altri – che propone l’introduzione di un meccanismo di incentivazione fiscale per l’insediamento di società e holding nelle regioni del Sud Italia e, in particolare, nelle aree qualificate come ZES».

«Misure di semplificazione e riduzione della pressione fiscale – ha commentato Prete – sono quanto mai necessarie in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo e in un territorio come il Mezzogiorno, particolarmente esposto al pericolo di un ulteriore impoverimento a causa dei danni provocati dal coronavirus».

«L’approvazione del disegno di legge sarebbe l’occasione giusta perché il nostro territorio diventi finalmente un vero e proprio attrattore e acceleratore di investimenti, capaci di creare nuove connessioni anche tra le nostre attività produttive e i mercati internazionali, generando considerevoli flussi di indotto con altre imprese già presenti sul territorio.

In Campania, dalla nostra, abbiamo punti di forza importanti. Penso alla logistica, alla presenza di strutture portuali e aeroportuali efficienti, cui si aggiunge una dotazione di strade e ferrovie notevolmente migliorata negli ultimi anni.

Restano, di certo, limiti su cui occorre lavorare ancora: oltre alla semplificazione, è necessario insistere sulla sburocratizzazione della macchina amministrativa e sulla lentezza della giustizia che rallentano il passo di qualsivoglia iniziativa d’impresa nel nostro Paese. Ma crediamo che sia possibile, con nuovi investimenti, un “effetto calamita” che il buono che c’è potrebbe innescare, attraendo nuovi interessi e iniziative imprenditoriali. Se il Sud viene finalmente messo in condizione di esprimere tutte le proprie potenzialità, le ricadute positive si avranno sull’intero Paese e la spinta sulle ZES potrebbe essere un primo, fondamentale, passo in questa direzione».

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