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Ragazzini pusher e vedette, ecco come “funzionava” il sistema a Pagani

Tutti i dettagli dell'operazione

Federica D'Ambro

PAGANI | Cento militari del reparto territoriale di Nocera Inferiore e i carabinieri di Pagani su delega della direzione distrettuale antimafia hanno seguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Salerno nei confronti di 12 indagati ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Dodici indagati di cui sei sono finiti direttamente in manette al carcere di Fuorni. Un piccola “Gomorra” così è stata descritta dagli inquirenti l’associazione, in cui faceva parta anche il figlio del defunto boss Giuseppe Olivieri.

I sei uomini finiti in carcere sono: Alfonso Belluno, Ciro Califano, Salvatore De Maio, Salvatore Olivieri, Ivan e Vincenzo Pepe. Gli altri sei, solo uno è al momento irreperibile, ai domiciliari: Francesco e Giuliano Cacace, Roberto Califano, Francesco Martigiano, Carmine Ursolino.

Le indagini sono iniziate nel 2017 e in poco più di sei mesi hanno permesso di documentare 92 episodi di spaccio di cocaina, crack e marijuana. c’era una base, in via Matteotti a Pagani. La zona, esattamente come un sistema, era controllata a vista dalle vedette, tutti giovani. Le comunicazioni tra il gruppo avvenivano in codice, lo spaccio iniziava nel pomeriggio, dalle 16, e proseguiva fino alle prime luci dell’alba. Cocaina, crack e marijuana, queste le droghe più vendute. Nel corso del tempo, il gruppo, ha continuano la propria attività senza problemi, alcune volte dai militari si sono registrati episodi di violenza, come la distruzione di telecamere di sorveglianza nel quartiere Lamia. Quando, nella mattinata di ieri è scattato il blitz delle forze dell’ordine, sono state rinvenute anche  cospicue somme di denaro in contanti, tra i 4mila ed i 6mila euro all’incirca.

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