Rabbia e la voglia di una “svolta”: il corteo degli studenti salernitani – LE FOTO

I DETTAGLI |I motivi che hanno spinto gli studenti a scendere in piazza e l'appello al Comune di Salerno

Federica D'Ambro

In centinaia, forse migliaia, per protestare e dare voce al diritto allo studio. Gli studenti salernitani sono scesi in massa in piazza, Salerno non è stata da meno a tante altre città italiane che hanno visto i propri giovani studenti manifestare per l’accessibilità totale al diritto allo studio, la vivibilità degli edifici, alternanza scuola lavoro, un tirocinio di qualità, la totale gratuità dei trasporti. Si erano annunciarci “epicentro del terremoto che colpirà il governo” e per il numero di presenti, in parte, lo sono stati. Il Corteo è partito da Piazza Vittorio veneto ed è terminato in piazza Cavour. Ecco i punti che hanno spinto gli studenti salernitani a manifestare e scendere in piazza.

I PUNTI FONDAMENTALI ALLA BASE DEL CORTEO

  • Il diritto allo studio;
  • Le diseguaglianze forti, sempre meno studenti iscritti e la dispersione scolastica. (negli ultimi 10 anni circa 23.000 studenti dispersi, negli ultimi 5 il 29,9 % degli studenti e delle studentesse iscritti alle scuole superiori non ha conseguito il diploma (1 su 3);
  • Il Diritto all’abitare (riferito a tutte le studentesse e gli studenti delle residenze di Fisciano, Penta e Baronissi);
  • Migliorare l’alternanza scuola-lavoro;
  • Edifici a misura di studenti e studentesse.

L’APPELLO DEGLI STUDENTI 

“Pretendiamo un tavolo di contrattazione sull’edilizia scolastica a cui dovranno partecipare ed essere presenti tutti i rappresentanti d’istituto delle scuole della provincia, questo tipo di rivendicazione dovrà garantirci la possibilità di essere ente di interlocuzione rispetto agli interventi di edilizia per cui sono stati finanziati questi 200 milioni di euro. Per la cittadinanza tutta, i disoccupati , i laureati in cerca di lavoro, gli studenti del conservatorio, chi è in percorso di formazione, i lavoratori precari, chi è senza contratto, chi è costretto a scappare, chi non può permetterselo, le loro famiglie, i movimenti sociali, le associazioni, i circoli culturali, le realtà politiche e sindacali. Noi chiediamo che all’interno della città venga posto l’accento sul tema della condizione del lavoro giovanile e del lavoro nero e che il comune apra un tavolo di ricerca con tutte le realtà politiche antifasciste della città rispetto a questo nodo molto complesso per trovare a stabilire un’inchiesta e che sia l’inizio di un processo mobilitativo e di costruzione di un’alternativa e che tenga la Rete Della Conoscenza come ente promotore di questa campagna. Rivendichiamo inoltre che il Comune di Salerno si assuma la responsabilità di praticare l’antifascismo come da costituzione, per mantenere la città pulita da qualsiasi tipo di pratica, politica e retorica neofascista”.

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