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Que gol quemero

Mentre la Sud Siberiano era "distratta" Casasola si accendeva..

Marco Rarità

E’ nato nel giorno protetto da Santa Chiara Tiago Casasola, ironia del destino, proprio gli umbri ha “colpito” con quel destro che ha piegato le mani di Gabriel. Un fulmine a ciel sereno, perchè da ragazzino era un “quemeros”, dalle giovanili dell’Huracan non ha perso il vizio di accendersi all’improvviso. La curva era distratta, perchè nella parte bassa che costeggia la tribuna c’era un tifoso che aveva bisogno delle cure immediate dei sanitari, così anche lo stesso Mezzaroma dal campo si è attivato affinchè i medici con una barella raggiungessero lo spettatore all’interno dell’impianto, intanto il ragazzone di Parque Patricios scendeva sulla destra e quando ha visto la porta non ci ha pensato più di mezzo secondo. Pàm! Come un colpo di Grancassa, sono “sbandati” tutti. E poi lì, a cavalcare l’onda, per la seconda volta in stagione ha esultato sotto la Sud portando in dote tre punti e tanta gioia in casa granata. Adrenalina fino alla fine, lui che ha nel cuore i los bosteros sa cosa vuol dire lottare e avere coraggio, superando anche i limiti, quello che chiede Stefano Colantuono e che chiede la gente, rude ma bello, come El Patron Jorge Bermudez, non ha retto l’esplosione dell’argentino Nicola Falasco, come invece stava provando a fare Felicioli nei primi 70 minuti. Eppure non il solito Casasola in “discesa”, molto accorto nel contenere Moscati e gli spostamenti di Melchiorri, ma il fiuto del gol di Tiago è uscito fuori al minuto 77 quando ha “letto” l’opportunità, si è proposto nello spazio lasciando partire un fendente maligno sul primo palo. Oltre 600 minuti giocati fin qui e la conferma come pedina importante in casa granata, un “piromane” che accende e ci fa stare così, a maniche corte, anche se è quasi arrivato novembre.

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