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“Quando si decide sui commercianti sarebbe il caso di interpellarli”

Il presidente della Federazione Artigiani e piccoli imprenditori Pietro Vivone boccia il metodo lanciato dal consigliere Loffredo

«Quando si decide della sorte dei commercianti, sarebbe il caso di interpellarli». Così Pietro Vivone, presidente nazionale del sindacato datoriale Fed.Api, Federazione artigiani e piccoli imprenditori, commenta l’idea lanciata dal vice presidente della commissione annona del Comune di Salerno, Dario Loffredo, a proposito della questione dehor.

«Ottima l’idea del vice presidente Loffredo, bella l’iniziativa, bello pensare a una diversificazione per aree omogenee, bello predisporre un concorso di idee – prosegue Vivone – Ma, pur avendo buone intenzioni, il consigliere dimentica di interpellare chi è parte in causa, quella che io definirei parte lesa. Perché chi poi dovrà adeguarsi alle sue proposte saranno gli esercenti. Fed.Api – spiega – solo a Salerno città rappresenta un centinaio di associati interessati alle variazioni che si intendono fare, perciò la mia domanda è: chi pagherà le nuove strutture? Come sempre gli altri decidono e i commercianti pagano».

Il presidente Vivone, insomma, boccia il metodo. Lasciando, però, una porta aperta e invitando il consigliere, e la stessa commissione, a una discussione: «Proponiamo un confronto per capire i tempi di attuazione della proposta, ma anche e soprattutto per dare il nostro contributo perché siano prese decisioni non solo estetiche ma anche pratiche e, visto il momento di difficoltà, non eccessivamente onerose. Facendo arrivare la voce dei nostri associati – continua Vivone – chiediamo di tenere presente e non sottovalutare le esigenze di chi ogni giorno vive per la sua attività, contribuendo a rivitalizzare, con il proprio esercizio, la città stessa».

Al di là del metodo, Vivone non nasconde perplessità neppure nel merito: «ll consigliere parla anche di permessi a costruire per la realizzazione dei dehor e, al tempo stesso, invoca velocità e sburocratizzazione. Le due cose, però, non stanno insieme. Il vantaggio offerto da una struttura mobile – conclude – è proprio la velocità nell’ottenere l’autorizzazione, oltre al fatto che il costo di smontaggio o montaggio sarebbe irrisorio».

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