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Provincia di Salerno, “Circa 200 casi positivi tra operatori della sanità pubblica e privata”

Sono circa 200 i casi di contagi rilevati tra gli operatori della sanità pubblica e privata accreditata in provincia di Salerno. A fornire i numeri è il segretario generale Fp Cgil Salerno, Antonio Capezzuto, che lancia l’allarme sull’impennata dei contagi, frutto di “una rilevazione effettuata dalla nostra organizzazione tra le strutture dell’Asl Salerno, dell’azienda ospedaliera universitaria di Salerno e le strutture accreditate presenti sul territorio provinciale".

categoria cronaca

Sono circa 200 i casi di contagi rilevati tra gli operatori della sanità pubblica e privata accreditata in provincia di Salerno. A fornire i numeri è il segretario generale Fp Cgil Salerno, Antonio Capezzuto, che lancia l’allarme sull’impennata dei contagi, frutto di “una rilevazione effettuata dalla nostra organizzazione tra le strutture dell’Asl Salerno, dell’azienda ospedaliera universitaria di Salerno e le strutture accreditate presenti sul territorio provinciale. Un incremento – denuncia Capezzuto – che preoccupa e che va assolutamente fermato, alzando i livelli di sicurezza all’interno delle strutture sanitarie e prevedendo uno screening continuo e programmato degli operatori almeno ogni 15 giorni, quindi non solo a seguito di un caso positivo o sospetto sul luogo di lavoro. In questo momento, il rapporto inscindibile tra la sicurezza degli operatori e dei pazienti è l’unico strumento per garantire la giusta assistenza nelle strutture, che non può essere interrotta per un periodo così lungo. L’emergenza in atto impone una seria e attenta riorganizzazione, che non può limitarsi alla riconversione “tout court” dei reparti ordinari in reparti Covid. Bisogna garantire l’assistenza sanitaria anche per le patologie non collegate al virus, delle quali ci si continua ad ammalare ogni giorno. La durata di questa seconda ondata è sconosciuta a tutti noi, pertanto non possiamo immaginare la sospensione delle attività ordinarie per cosi lungo tempo. É necessario – sostiene Capezzuto – individuare strutture NO COVID per dare risposte all’utenza e continuità all’assistenza. Altresì va attenzionata la difficoltà di tutti quei pazienti in isolamento domiciliare, che in questi giorni stanno segnalando enormi difficoltà nella gestione dell’isolamento presso i propri domicili, cercando di non infettare i familiari negativi. Per questo – conclude Capezzuto – rinnoviamo l’invito ad attivare i Covid Residence per fornire un luogo per i pazienti asintomatici e non bisognosi di assistenza ospedaliere, così da evitare ulteriori focolai in famiglia”.

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