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Professori e studenti insieme contro la Buona Scuola

A Piazza della Concordia si fa sentire forte e chiaro il disappunto nei confronti della riforma renziana

admin

Si è tenuta oggi, alle ore 18, a Piazza della Concordia, l’assemblea pubblica organizzata da studenti e docenti delle scuole salernitane in merito alla riforma della Buona Scuola. A rappresentare i vari istituti cittadini erano presenti alunni ed insegnanti dei Licei Tasso, Da Procida, Severi, De Santis e Da Vinci.
Sono stati esaminati vari punti della riforma a partire dalla questione delle leggi delega: le leggi delega rappresentano il corpo principale della riforma renziana che rivoluzionerà tutto il mondo dell’istruzione. Come hanno denotato alcuni studenti, infatti, il cambio radicale sarà rappresentato dalla partecipazione negli organi collegiali del Rav (gruppo di autovalutazione della scuola) di alcuni membri esterni che limiteranno l’autonomia delle assemblee che precedentemente erano tenute da alunni, docenti, presidi e genitori senza alcuna influenza esterna.
“Noi studenti dobbiamo collaborare in sinergia con i sindacati e il corpo docente per abbattere quel muro creato negli anni passati e creare una vera alternativa alla riforma renziana, portando avanti una proposta di legge di iniziativa popolare, cercando di opporci con qualsiasi mezzo a disposizione”- hanno esclamato alcuni presenti. Con una vena polemica, poi, alcuni studenti hanno evidenziato il colpevole ritardo di reazione dei professori e dei sindacati in merito a quanto accaduto lo scorso anno per la mobilitazione: infatti, secondo gli studenti, i sindacati si sono mossi troppo tardi, ad una sola settimana dal passaggio in parlamento della legge, non permettendo di dare una risonanza mediatica forte alle proposte alternative alla Buona Scuola.
E’ stata poi citata la riunione nazionale di Bologna dell’8 settembre, in cui è stato proposto un referendum portato avanti dal M5S ed è stata sottolineata l’importanza di muoversi sull’attività referendiana.
“E’ inutile discutere di continuo sulle criticità della Buon Scuola, ma è importante utilizzare i tradizionali cortei autunnali non come valvole di sfogo, bensì come occasioni di coesione per creare un fronte fra professori ed alunni”- hanno aggiunto poi alcuni rappresentanti degli studenti, che hanno messo in rilievo il ruolo dei comitati studenteschi fondati nelle varie scuole del territorio.
Sono infine intervenuti alcuni professori:” Questo è un momento importante per dare il via ad un cambiamento; è inutile organizzare cortei visti solo come kermesse periodiche in cui sfogare il nostro disagio: dobbiamo reagire insieme senza subire il fatalismo delle riforme che da 30 anni gravano sulla scuola italiana. La scuola in cui viviamo non è autonoma: lo stato si sgrava del peso della pubblica istruzione rivolgendosi ai privati e, in questa maniera, la scuola autonoma è in realtà una scuola influenzata. Bisogna denunciare la mistificazione linguistica e l’illegalità di alcune riforme che violano l’articolo 33 della Costituzione. Con questa riforma noi professori non ci sentiamo liberi di esercitare la nostra professione”.
Il pomeriggio ha rappresentato un’ottima occasione di confronto fra il corpo studentesco ed il corpo docente in vista delle manifestazioni che prenderanno vita nelle settimane a seguire. Seguiranno aggiornamenti.

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