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Pagani: secondo appuntamento con Primavera Teatro

Il Teatro Sant'Alfonso di Pagani ospiterà il 28 e 29 Gennaio lo spettacolo "Non Colpevole" di La Mansarda Teatro

Vincenzo De Pascale

Pagani | Casa Babylon continua a puntare sulla nuove generazioni. Anche quest’anno, con il sostegno dell’amministrazione comunale, propone la rassegna Primavera Teatro. Un progetto che vede il teatro come un luogo dove si sperimenta la commistione tra idee anche divergenti fra loro, e che si trasforma quindi in un luogo di inclusione sociale dove educare le nuove generazioni a comprendere ed accettare della diversità.
La rassegna ospita diverse realtà che si collegano direttamente a percorsi scolastici e si confrontano sui grandi temi d’attualità rielaborando storie tratte da eventi della vita reale o dalla letteratura. Questa come le precedenti stagioni cerca di accompagnare i mutamenti e le trasformazioni generazionali cercando, tramite lo spettacolo, di proporsi come mezzo di crescita per i più giovani e non.

Domani e dopodomani, il 28 ed il 29 gennaio, al Teatro Sant’Alfonso di Pagani si potrà assistere al secondo appuntamento dal titolo: “Non colpevole, processo ad un nazista modello dagli atti del processo ad Adolf Eichmann”, di La Mansarda Teatro, con M. Azzurro, A. Callipo, P. Maddalena, M. Porzio, G. di Colandera, scene e costumi di M. Piccola, ideazione e regia di A. Callipo.

Lo spettacolo ripropone il famoso processo dell’11 Aprile 1961 a Gerusalemme di Eichmann, e cerca di mettere in luce l’agghiacciante racconto dei campi di concentramento e le fasi del processo, mettendo in luce come sia possibile per un uomo considerare giusta un’azione così efferata nei confronti di un’intera altra popolazione. Ecco perché questo spettacolo è adatto ad un pubblico che va dai dodici anni ai diciotto secondo gli autori, perché tramite questa storia agghiacciante si può imparare molto: ci può insegnare che il male più diventa pericoloso quanto più è considerato banale, ci può insegnare a confrontarsi con il mondo che ci circonda per capire cosa consideriamo giusto e cosa lo è in realtà, può insegnarci che non sempre ciò che viviamo o ciò che vediamo è giusto perché viene considerato tale.

La spettacolo utilizza inserti video originali per confermare senza alcun dubbio il di colpevolezza, ma tenta anche di aprire una numerosa serie di riflessioni sull’Olocausto e sul modo in cui è stato attuato, cercando di mettere in luce, più che il lavoro di menti diaboliche quello di tecnici freddi e distaccati che nella loro normalità assomigliano un po’ anche a noi.

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