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Poesia ed arte nella vita di Mirella

Mirella Costabile farmacista di professione, poetessa nell'animo

Pasquale Petrosino

Mirella Costabile, è una donna straordinaria. Eleganza a tutto tondo e bellezza, fanno di lei la “divina poetessa”. Vive immersa in uno scenario unico al mondo, quello offerto dalla Costiera amalfitana. Si nutre di bellezza da sempre e l’arte, in tutte le sue forme, è la sua espressione migliore. Dottoressa farmacista nella vita, ama assecondare nel tempo libero il suo motore di vita, nutrirsi delle parole. Proprio come ci spiega il grande maestro Camilleri, le parole sono pietre, lanciate contro l’esistenza, per questo dobbiamo averne cura. Quando la raggiungo personalmente le chiedo cosa rappresenti l’arte per la sua esistenza.

Arte è dare forma ad una emozione, una intuizione una visione. – ci spiega – Le forme artistiche possono avere diverse espressioni, penso alla scultura alla pittura alla musica alle parole. Mi confida che sono le parole l’espressione artistica a cui si sente più affine. “Pur avendo sperimentato diversi ambiti sono stata sempre affascinata dalle parole, fin dalla tenera età. Quando ero bambina iniziai a scrivere poesie esprimendomi attraverso la musicalità delle parole, d’altronde quando ero piccola, a scuola, le poesie si imparavano a memoria. Diciamo che la poesia ha sempre accompagnato la mia vita e la mia crescita. Mi sono nutrita del linguaggio dei poeti. Molte delle mie liriche sono ispirate e dedicate ai poeti.”

Tanti i premi e i riconoscimenti ottenuti dalla poetessa in questi anni di scrittura. Nel 95 riceve il Premio Accademia Grassi, nel 2007 Premio La Piazzetta; Primo Premio Concorso Comune di Salerno Padre Pio; Menzione Speciale della critica Accademia Belli di Roma, per poi ricevere l’ultimo premio nel 2020.

Non solo premi ma anche tante le pubblicazioni scritte da Mirella. “Nel 2008 – spiega – sono, anche, giunta alla pubblicazione di una raccolta in vernacola “Commedie ra Vita”. Sto per pubblicare tre testi, tre storie fantastiche. Ho scritto alcuni pezzi, anche per il teatro. Sono convinta che la parola abbia più valenze e per questo che attualmente mi sto dedicando alla scrittura di testi di prosa”.

Ha uno sguardo luminoso, Mirella, quando parla dei suoi scritti, che considera, giustamente, sue creature uniche. Ma non cessa di stupirmi quando mi racconta di un amore superlativo, il teatro. “La mia passione per la parola scritta come espressione del racconto, ad un certo punto si è espansa – prosegue – così sono approdata al teatro. Sperimentazione della parola che si incarna, così considero il teatro, parola che si fa carne. Quelle parole che attraverso il corpo dell’attore danno vita alla forma espressiva della parola stessa, al racconto. La parola del teatro è una parola in evoluzione, una parola che si trasforma attraverso la voce ed il corpo dell’attore, che diventa di volta in volta, egli stesso espressione artistica. L’incontro con il teatro e con l’arte del maestro Antonello De Rosa è stato decisivo per me, per provare a sperimentare questa forma di arte, frequento i suoi laboratori dal 2013.”

Energia pura nel segno della originalità. “La creatività, – conclude – che è condizione necessaria della condizione artistica, deve coniugarsi all’originalità dell’opera d’arte, all’intuizione dell’artista. Solo quando l’intuizione personale diviene universale, secondo me, posiamo parlare di arte. La mia è una continua ricerca sperimentazione volta a ritrovare il mio essere e la mia anima artistica.”

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