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Pizzo e droga, a processo 39 persone appartenenti al clan di Bellizzi

A capo del sodalizio vi erano Roberto Benicchi e Sergio Bisogni, anche chiamati “i compagni di Bellizzi”

Federica D'Ambro

Pizzo e spaccio di droga nel Salernitano, in 39 verso il processo. Si tratta di un’indagine iniziata nell’ottobre del 2006 quando due uomini entrarono armati nel reparto di Chirurgia d’urgenza di Salerno. In quel caso per riscuotere la somma di 5mila a Massimo Vassallo, un debito di droga, per mano di un clan. Adesso sono state formulate 39 richieste di rinvio a giudizio.
Nel merito dell’inchiesta i reati contestati vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso (per 15 imputati) allo spaccio di stupefacenti e alle estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori, oltre a sfruttamento della prostituzione e al racket dei videopoker. Come rivelato dal quotidiano La Cittò, a capo del sodalizio vi erano Roberto Benicchi e Sergio Bisogni, alias “i compagni di Bellizzi”, mentre Caterina Melella gestiva la cassa comune e Lucia Noschese si preoccupava che una parte dei soldi giungesse alle famiglie dei detenuti. Poi c’erano le “braccia esecutive” per le estorsioni, tra cui Paolo Pastina e Pierpaolo Magliano che avrebbero poi raccolto il testimone criminale guidando su richiesta un nuovo clan, soprannominato Sant’Anna e di recente sgominato da un’altra operazione della Dda.

“Voi state lavorando, sapete che qua, quando si inizia un lavoro, tutti devono passare prima per Bellizzi?” Queste le parole che diversi esercenti si sono sentiti dire tra il 2006 e il 2007. Esercenti che, durante il processo, potrebbero costituirsi in parte civile.

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