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Piazza della Libertà, querelle infinita: imprese escluse dal bando fanno ricorso al Tar

Slitta ancora il completamento dei lavori sulla piazza abbracciata dal Crescent

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Hanno fatto ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale le imprese che sono state escluse dal bando di gara per il completamento dei lavori di piazza della Libertà. Come rivela il quotidiano Il Mattino, oggi in edicola, si è rivolta al Tar l’Ati, l’associazione temporanea di imprese composta dalla Pamef Appalti, Sacco Giovanni Srl, Elett.R.A. Srl, Di Mario geom Francesco Srl, che erano primi al bando ma il responsabile unico del procedimento li ha poi esclusi assegnando l’appalto al secondo gruppo di imprese composto da R.C.M. Costruzioni, Cicalese Impianti Srl ed Elettrica Salernitana Srl.

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Perchè c’è stata questa bocciatura? Come scrive Diletta Turco, riportando quanto si legge nella determina firmata da Luca Caselli, l’amministrazione ha “accertato una carenza del requisito di qualificazione nella categoria OG11″. Ovvero l’assenza di alcuni requisiti tecnici relativi alle qualifiche per la realizzazione degli impianti. E ora cosa accade? Con il ricorso al Tar si allungano i tempi di lavoro sul cantiere per completare l’opera. La prima pronuncia del Tar potrebbe arrivare entro 45 giorni ma gli scenari sono molteplici, difficile che manchino infatti i vari appelli e contro ricorsi, tutto ciò farebbe slittare ancor di più l’intervento sulla piazza abbracciata dal Crescent. Sulla questione, sulle colonne de Il Mattino, si è espresso anche l’assessore all’urbanistica Mimmo De Maio: “L’esperienza ci porta a dire che nel giro di un mese, o al massimo un mese e mezzo, potremo avere una prima pronuncia che consentirebbe comunque di avviare l’assegnazione dei lavori. C’è un doveroso atteggiamento di prudenza, perché bisogna conoscere prima l’esito della pronuncia del Tar e poi decidere come proseguire”.

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