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FOTOGALLERY – Licei salernitani occupati, ecco cosa sta accadendo

Nella giornata di oggi, tre scuole superiori del capoluogo sono state occupate dagli studenti: tra le motivazioni spicca quella riguardante la mancanza di spazi sociali in città - FOTOGALLERY

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Evento insolito quello che sta accadendo nelle ultime ore a Salerno: infatti, tre istituti scolastici del capoluogo, il liceo classico ”Torquato Tasso e i licei scientifici ”Giovanni Da Procida” e ”Leonardo Da Vinci, sono stati occupati dagli studenti. Diversi sono i motivi che hanno portato a questa protesta, che solo nel caso del Da Procida sono interni alla scuola: infatti, gli studenti del plesso scolastico di Via Gaetano De Falco, stando a quanto essi stessi hanno tenuto a precisare nel comunicato da loro rilasciato, lamentano le precarie condizioni della sede succursale del liceo, che mettono a rischio non solo le attività scolastiche, ma la sicurezza stessa del corpo studentesco. Per quanto riguarda gli altri due istituti, essi hanno sottolineato nei rispettivi comunicati che l’occupazione non è volta a criticare l’operato dei Dirigenti Scolastici, dei Consigli d’Isituto o di altri organi collegiali interni alle scuole. La mancanza di spazi sociali sembra essere la causa scatenante di questa forma di protesta: nello specifico, gli studenti del Tasso puntano il dito contro l’Amministrazione Comunale, che si è rivelata completamente assente sotto queso punto di vista, e non mostra la volontà politica di colmare questa lacuna, preferendo spendere denaro pubblico, a parere degli studenti del Da Vinci, per altri scopi, da essi definiti ”molto opinabili”, senza valorizzare quelli che potrebbero essere spazi destinati all’aggregazione giovanile e andando addirittura ad eliminare quei pochi di cui era dotata la nostra città: è stata rivendicata l’inaccessibilità delle biblioteche di competenza comunale e l’assenza non solo di aule studio, ma anche semplici spazi di aggregazione destinati agli studenti, che costituiscono una fetta molto grande della società. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la vendita di Spazio Donna: a tal proposito, gli studenti si sono appellati a tutte le associazioni che trovavano nel suddetto luogo di aggregazione, affinchè appoggino il loro gesto. Altro punto chiave è la legge 107/2015 della ”Buona Scuola”, una riforma calata dall’alto, la quale persegue obiettivi in antitesi rispetto a quelli della scuola pubblica che i nostri padri costituenti avevano sognato, e che va a colpire negativamente gli interessi degli studenti sotto numerosi aspetti, inducendo tra l’altro ad una privatizzazione delle scuole, cosa che, specialmente negli ultimi anni, è stata particolarmente contestata. È stata inoltre contestata la pessima gestione dei trasporti pubblici, i quali hanno, sempre secondo l’opinione del corpo studentesco, costi eccessivi e servizi insufficienti. Riguardo questo problema, che ricorre ormai nella nostra provincia da diversi anni a questa parte, non sono stati ancora presi provvedimenti di alcun tipo, e continua ad arrecare grossi danni ai numerosi pendolari che affollano i licei in questione. Questi tre fattori contribuiscono a testimoniare il fatto che il diritto allo studio sia oggi negato: l’obiettivo di questo movimento di occupazione è quindi quello di portare sotto gli occhi di tutti la progressiva svalutazione della figura dello studente, che viene trattata con un sempre maggiore disinteresse proprio da parte degli organi in teoria ”interessati”. Tuttavia, gli studenti sono pienamente coscienti del fatto che le loro azioni non avranno un riscontro pratico immediato, ma vogliono intenderle e farle intendere come un segnale da parte loro, in quanto parte attiva della società, che vivono la scuola ogni giorno, verso l’intera cittadinanza ad aprire gli occhi riguardo tali vertenze, le quali, usando delle parole utilizzate dai ragazzi del Da Procida, ”servono per lanciare delle idee, le stesse che saranno la base della società del futuro”.

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