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Pensavamo fosse amore.. invece era Gabio

Dal "Dimmi che si sente.." al calesse che porta in Cina, il destino di Denilson in 48 ore

Marco Rarità

“Ma chi vi ha chiesto niente? Queste non sono cose che si dicono in faccia, queste sono cose che vanno dette alle spalle dell’interessato”. Gabio è cosi, o forse no, non lo sapremo mai. Giocando sulle parole di Massimo Troisi tracciamo quello che poteva essere e non è stato, quel calesse dove si viaggia in uno e Denilson ha scelto di viaggiare da solo. L’universo Gabionetta è così banale e ristretto al campo da gioco? O è solo l’espressione mediatica di un atleta discontinuo e menefreghista?

I tifosi granata si sono sempre chiesti: “Ma perchè fa così, anzi, perchè è cosi?” Quando esce dal campo, dopo l’allenamento, ciondolando con le spalle basse. Quando, nelle trasferte, lo hanno “acchiappato” all’autogrill di turno per prendere qualche spuntino. Timido, impacciato, quasi in un mondo tutto suo. Tant’è che quando gli chiesero: “cosa si prova a segnare in un derby?” Lui fece spallucce: “è normale”. Ma non lo disse con spocchia, lo disse perchè non sapeva cosa dire.

E quando si trovava con i compagni di squadra nel cuore della movida per festeggiare la vittoria del campionato, all’improvviso a Largo Campo non lo trovavano più: era andato a comprarsi una “birra del giorno”. Anche questo è Gabionetta, fuori da tutto, fuori dal tempo e dal contesto, un ragazzo di 30anni con una personalità difficile da comprendere. Capace di portarsi dietro una squadra intera e “affossarla” allo stesso modo. Forse neanche 48 ore per decidere la strada, c’è un calesse che porta in Cina e un rapporto difficile da ricucire con un ambiente stanco di aspettare, “pensavamo fosse amore..” chissà come si dice in cinese “dimmi che si sente..”

Sport1

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