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Palestre, “ridisegnare gli spazi”: l’apertura a fine maggio non è un miraggio

Secondo i dati Istat le attività sportive in Italia raggiungono il 2 per cento del Prodotto interno lordo nazionale, senza contare l’economia legata all’attrezzatura, compreso l’abbigliamento. Parliamo di palestre e della loro potenziale apertura molto discussa in questi giorni e che interessa, inevitabilmente, anche il nostro territorio. Una data ufficiale ancora non è stata fornita dal Governo, aperto un tavolo di discussione con il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, impegnato ovviamente su più fronti, compreso quello calcistico, le ipotesi girano intorno a un range che va dal 18 maggio all’inizio di giugno. L’apertura, sicuramente, all’inizio sarà parziale. Il protocollo sanitario prevederebbe percorsi differenziati per gli utenti, tutto ben delineato da una segnaletica con le palestre che dovranno attrezzarsi e rimodularsi anche dal punto di vista degli spazi. Tanta attenzione sarà concentrata su quelli che vengono definiti come “spazi comuni”, lì saranno prestabiliti quasi certamente protezioni in plexiglass e tutto dovrà essere vigilato con accesso contingentati nelle strutture. Ovviamente, prima della riapertura e con cadenza frequente sarà necessaria la sanificazione degli ambienti, di pari passo con la rotazione degli utenti all’interno delle palestre, in particolari per chi opera in sala attrezzi. Come detto, in alcune strutture, potrebbero essere previsti degli ingressi scaglionati, negli ambienti più ridotti invece si potrà immaginare un servizio su prenotazione in modo da evitare il più possibile assembramenti. Difficile immaginare anche all’apertura degli spogliatoi nelle palestre, la bella stagione probabilmente sarà d’aiuto per tanti, utenti e proprietari di palestre, anche perchè gli atleti dovranno quasi necessariamente arrivare in palestra per allenarsi e poi tornare a casa per farsi la doccia, già in abito da training. E le protezioni? Il protocollo dovrebbe prevedere che sia clienti che istruttori indossino la mascherina. Sul nostro territorio già diverse palestre si sono attrezzate per corsi online, attività che potrebbe proseguire e viaggiare in parallelo con una “apertura” a fine mese in modo da offrire una offerta utile alla ripartenza. Il lockdown ha inciso molto sul settore, il dato nazionale ci parla di perdite pari a 2 miliardi di euro, un colpo pesante anche per circa 500mila lavoratori del settore, molti di questi con partite Iva.

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