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Overtourism e sostenibilità, Luigi Snichelotto lancia il decalogo del turismo extralberghiero dalla BMT di Napoli

Il Presidente dell'Associazione Mezzogiorno Italia Mediterraneo Europa

Alfonso Maria Tartarone

“Overtourism e turistificazione mettono a rischio l’identità del territorio per lo sfruttamento eccessivo dell’ambiente e delle risorse. È indispensabile, quindi, una transizione culturale del management e una professionalizzazione dell’hospitality per la gestione di tutto il settore del turismo per non perdere il genius loci dei territori”: ne è convinto Luigi Snichelotto, presidente di AssoMiMe (Associazione Mezzogiorno Italia Mediterraneo Europa).

«Formazione, capacità di impresa, conoscenza e voglia di migliorarsi sono le keywords per gestire il turismo e non più subirlo», sottolinea Snichelotto, imprenditore di lungo corso del comparto turistico, in cui ha ricoperto nel tempo vari incarichi, tra i quali quelli di Presidente dell’Ente Bilaterale del Turismo Campano Napoli, Componente della Giunta Nazionale di Presidenza, del direttivo nazionale e Presidente Regionale Campania FIPE / Confcommercio.

In occasione della tavola rotonda dal titolo “Turistificazione e sostenibilità, un nuovo modello di ospitalità diffusa”, promossa dall’Abbac Guestitaly presieduta da Agostino Ingenito, presso la Borsa Mediterranea del Turismo di Napoli, Snichelotto lancia il decalogo a cui attenersi per accompagnare il settore dell’ospitalità, che non può prescindere da una logica di spiccata imprenditorialità e professionalizzazione dei processi e della formazione.

«L’extralberghiero, come gli altri settori che compongono la galassia del turismo, deve avere una sensibilità sempre maggiore per la preparazione dei propri player e dei manager delle risorse umane. Il turismo rappresenta uno degli asset strategici del nostro Pil italiano, per cui diventa determinante incentivarne la sostenibilità e intervenire sulla turistificazione a livello normativo, per frenare un fenomeno che rischia di degenerare con effetti devastanti sull’esperienza turistica per le devianze speculative, soprattutto immobiliari, con ricadute deleterie anche sull’autenticità dei luoghi e del genius loci”».

Overtourism che genera un impatto negativo anche sul paesaggio, con un eccessivo numero di turisti che accedono alla destinazione, provocando traffico, congestione e difficoltà nella circolazione, aumento del costo della vita, massificazione dei luoghi, inquinamento ambientale, crescita della pressione e della densità abitativa. «Il mercato appartiene a chi lo conquista – insiste Snichelotto – ma questa logica da far west compromette tutto il sistema turistico del nostro Paese: per tale motivo AssoMiMe ha elaborato un decalogo, ovvero una serie di linee guida per la formazione degli operatori turistici a 360 gradi, dall’acquisizione di nuove competenze all’accesso al credito e agli investimenti, alla gestione delle consulenze, per avvalersi di personale preparato per orientare le scelte di impresa nell’attuale giungla degli orpelli illegali. Quindi norme chiare, gestione del personale, marketing e comunicazione diventano leve strategiche per l’unicità dell’offerta turistica».

«In Italia abbiamo un territorio e un’attrattività turistica magnifica, straordinaria. Siamo pronti a ricevere i grandi flussi di turisti e viaggiatori internazionali?»: è la provocazione di Luigi Snichelotto alla platea della BMT all’inizio dell’imminente nuova stagione turistica, che si prevede soprattutto di assestamento, dopo l’exploit post covid.

«Per l’Abbac Guestitaly è necessario individuare percorsi certi e chiari di equilibrio e regole in relazione a fabbisogni abitativi, censimento vani sfitti, azioni concrete di politiche abitative e nuovi criteri di vivibilità e servizi. Non esistono ricette univoche, ma occorre compiere attività quasi sartoriali per le diverse realtà urbane italiane – dichiara il presidente nazionale Abbac Agostino Ingenito – Vanno effettuate analisi accurate prima di argomentare su una generalizzata turistificazione».

Secondo i dati presentati dal docente di Marketing dell’Università della Basilicata, Roberto Micera, in Italia nel 2023 ci sono state circa 445milioni di presenze (+8,1% rispetto al 2022), di cui 228,5 milioni straniere (+ 13,7%).

Coniugare, quindi, vera sostenibilità in linea con l’Agenda 2030 con esigenze turistiche delle destinazioni campane, che rischiano perdita di identità, con conseguenti costi più alti e difficile vivibilità dei centri storici e delle località stagionali.

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