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Omicidio Vassallo, il test del Dna “scagiona” Damiani?

Le indiscrezioni emerse da un test del Dna effettuato dai i carabinieri del Ris su 94 persone

Federica D'Ambro

Continuano senza sosta le indagini sull’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassalo, ucciso il 5 settembre 2010 sotto la sua abitazione con una raffica di colpi di pistola. Per mano di chi è ancora un mistero. Un giallo che non è stato ancora chiarito ma, a distanza di ben 7 anni, le inchieste della Procura di Salerno svelano particolari che cambiano puntualmente le carte in tavola. Bruno Humberto Damiani, 33enne salernitano, finora è sempre stato l’unico sospettato dell’assassino del sindaco. Ma i carabinieri del Ris, incaricati dalla Procura di effettuare il test del Dna su 94 persone, fra gli abitanti di Acciaroli, conoscenti del primo cittadino e non, hanno notato un particolare fondamentale per le indagini. Secondo indiscrezioni – i risultati investigativi non sono stati ancora depositati – non vi sarebbe alcun riscontro tra il profilo genetico di Bruno Humberto Damiani e gli elementi ritrovati sulla scena del crimine. Un elemento cruciale, perchè potrebbe “scagionare” Bruno Humberto Damiani. A rivelarlo i quotidiani Il Mattino e La Città questa mattina.

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