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Omicidio Vassallo, il «brasiliano» è arrivato in Italia: sarà trasferito a Salerno

Indagato con l'accusa di omicidio volontario per la morte di Angelo Vassallo

Francesco Pecoraro

È rientrato oggi in Italia Bruno Humberto Damiani, il «brasiliano» indagato con l’accusa di omicidio volontario per la morte di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica (Salerno) ucciso in circostanze misteriose il 5 settembre 2010.

Damiani, per il quale si è provveduto all’estradizione, arriva dalla Colombia dove era detenuto in carcere da circa un anno in quanto destinatario di due ordinanze di custodia cautelare emesse dai tribunali di Vallo della Lucania e Salerno, rispettivamente per traffico di sostanze stupefacenti ed estorsioni nel mercato ittico. Al suo arrivo all’aeroporto di Roma gli sono state notificate le due ordinanze ed è stato trasferito nel carcere di Rebibbia.

Ma presto l’uomo sarà trasferito nel carcere di Salerno. Il 32enne – estradato oggi dalla Colombia – era rinchiuso nel carcere di Bogotà ma non per il delitto Vassallo, del quale – come ribadisce il suo legale Michele Sarno – si è sempre dichiarato «assolutamente estraneo». «Sono state notificate al mio cliente – spiega l’avvocato Sarno – due ordinanze, una per tentata estorsione al mercato ittico di Salerno e l’altra per droga nel Cilento. Al momento è stato trasferito nel carcere di Rebibbia, ed entro cinque giorni, dovrà affrontare l’interrogatorio di garanzia in relazione alle ordinanze per le quali era detenuto. Dopo di che credo che si avvieranno le procedure per un suo avvicinamento a Salerno. Voglio però ricordare che il mio assistito per l’omicidio Vassallo è un uomo libero».

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