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Nuovo Dpcm, le principali misure

Le parole di Conte al Senato, la spiegazione sulle Regioni e la divisione in fasce

giuseppe conte

 

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“Se al cospetto di sistema così avanzato predisposto con tale cura, riproponessimo oggi un regime restrittivo indistinto e indifferenziato su tutto il territorio nazionale, otterremmo il duplice risultato negativo, assolutamente inaccettabile: da una parte rischieremmo di non adottare misure realmente efficaci risetto all’attuale stato di criticità delle Regioni attualmente più a rischio e, considerate anche dall’altra, finiremmo di imporre misure irragionevolmente restrittive in quelle aree del Paese ove, al momento, non risulta necessario intervenire con particolare severità”.

Così il premier Giuseppe Conte si è espresso al Senato con le Comunicazioni sulla situazione epidemiologica e sulle eventuali ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza da Covid-19.

“In coerenza con quanto prevede il piano a cui ho già fatto riferimento, il prossimo DPCM individuerà tre aree, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per ciascuno dei quali sono previste misure via via più restrittive”.

“Avremo quindi una fascia riservata alle Regioni a rischio alto e scenario 4 dove concentreremo le misure più restrittive, poi avremo una seconda fascia per le Regioni a rischio alto ma compatibili con lo scenario 3, misure lievemente meno restrittive, e infine ci sarà la terza fascia, quella per tutto il territorio nazionale, per le restanti Regioni”.

“L’inserimento di una Regione all’interno di una delle tre aree, con la conseguente, automatica applicazione delle misure previste per quella fascia, avverrà poi – per non dover intervenite di volta in volta con lo strumento del Dpcm – con ordinanza del ministro della Salute e dipenderà – lo ripeto – esclusivamente e oggettivamente dal coefficiente di rischio raggiunto dalla Regione, all’esito della combinazione dei diversi parametri e quale certificato dal report ufficiale che l’ISS diffonde periodicamente”. Ha proseguito Conte.

“Sempre con ordinanza del ministro della Salute sarà possibile uscire e sarà doveroso uscire da un’area di rischio ed entrare in un’altra a più basso rischio qualora la Regione registri coefficienti compatibili con questo passaggio di fascia”.

“Per l’intero territorio nazionale – sarebbe la fascia tre, per intenderci – dove attualmente non si segnalano livelli di rischio elevato intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure che si aggiungono ovviamente a quelle che abbiamo già adottato e che contribuiscano a perseguire  in ogni caso il contenimento e la  mitigazione del contagio che già stiamo perseguendo con i tre dPCM e in particolare con l’ultimo. In particolare, pensiamo di disporre la chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali ad eccezione di farmacie, parafarmacie, negozi di genere alimentari, tabacchi ed edicole che si trovano all’interno, in ragione del fatto che questi centri commerciali esprimono sono particolarmente attrattivi soprattutto durante i weekend. In coerenza con la chiusura delle sale da gioco e delle sale bingo, intendiamo disporre anche la chiusura di corner adibite ad attività di scommesse e  videogiochi ovunque siano collocati”.

“Chiuderanno ahimè anche musei e mostre, prevediamo anche la riduzione fino al 50% del limite di capienza dei mezzi di trasporto locali. Infine prevediamo di porre un limite agli spostamenti da e verso regioni che presentano elevati coefficienti di rischio, salvo che non vi siano comprovate esigenze lavorative, motivi di studio o salute, situazioni di necessità”.

“Prevediamo anche limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda, salvo anche in questo caso che nelle medesime situazioni delle comprovate esigenze lavorative, motivi di studio o salute, situazioni di necessità”.

Prevediamo infine la possibilità che le scuole secondarie di secondo grado possano passare anche integralmente alla didattica a distanza, sperando che questa sia una misura ben temporanea. Quanto agli altri due regimi di contenimento e mitigazione da applicare alle Regioni che sono attualmente in una condizione di rischio più elevato, prevediamo di introdurre ulteriori disposizioni restrittive graduandole di intensità e severità in proporzione al coefficiente di rischio. In questo snodo così critico della sfida europea e globale contro il virus, il principio ispiratore della nostra azione resta lo stesso: la priorità, oggi come in primavera, è la difesa della vita umana e della salute, che costituisce una precondizione per il godimento di tutti gli altri diritti costituzionalmente garantiti”.

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