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“Non è la perversità ma l’infelicità mi fa andare…a Napoli”

Oscar Wilde ed il suo amato Alfred Douglas rifugiati a Posillipo

Pasquale Petrosino

cultura asalerno post
Centosettanta pagine in cui si racconta il sogno tutto italiano di Oscar Wilde, a firmare l’ultimo libro che celebra la figura dello scrittore vittoriano è Renato Miracco. In occasione del centoventesimo anniversario dalla morte di Oscar Wilde, Miracco traccia un itinerario interessantissimo sugli ultimi anni di una delle figure più controverse del panorama culturale di fine ottocento. Oscar Wilde Il sogno italiano,  si articola nell’Italia del sud, fra Posillipo, Capri e la splendida Sicilia, ben lontano da quell’Inghilterra, che lo aveva costretto ad emigrare per via delle agghiaccianti leggi  del tempo che relegavano gli omosessuali allo zoo sessuale di esibizionisti, maniaci, pedofili ed omicidi.

“Non è la perversità ma l’ infelicità che mi fa andare verso il Sud, anche se il piacere, sono lieto di dirlo, mi circondava da ogni parte” parola dello scrittore, esponente del decadentismo e dell’estetismo britannico.

Lascia la sua Inghilterra per rifugiarsi in uno dei porti franchi dell’epoca, Napoli, baluardo di sicurezza ed accoglienza in cui da sempre le civiltà si uniscono senza distinzione di razza, colore e sessualità. Napoli, come tutto il Sud, detiene l’eredità degli egiziani, dei greci e dei romani.

Oscar Wild stabilitosi a Posillipo mantenne l’anonimato facendosi chiamare Sebastian Melmots. Un cronista, violata la sua intimità, con ferocia mediatica ne descrive la decadenza . “Uomo obeso, dalle guance flaccide,l’aspetto disfatto ma distinto, accanto a lui un bel giovane biondo” l’amato Alfred Douglas. Così il poeta dalla scrittura apparentemente semplice e spontanea, ma molto raffinata, il drammaturgo irlandese, lo scrittore dell’estetismo si offre al suo pubblico sotto una veste assolutamente inedita, lontana da quel  “De Profundis” e da “Il ritratto di Dorian Gray”. Un libro da leggere per approfondire uno dei personaggi più interessanti del panorama culturale della fine dell’800.

De Angelis - Grafica e stampa

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