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“Non abbiamo capito niente”

Marco Rarità

“Non dire che hai capito se non hai capito niente”. E così, ci sentiamo tutti Leonardo da Vinci, con Massimo Troisi a spiegarci la locomotiva del calcio italiano, tra delibere e sentenze, ricorsi, appelli. Le discussioni da bar si riaprono sui codici e termini giuridici, eppure più di due settimane fa a farci paura erano le coperture di Walter Lopez e quelle braccia larghe, come a dire, “io il mio lo stavo facendo”. E alla fine della giostra la storia segna quasi 100, all’orizzonte però c’è la cosa che più amiamo: il rettangolo verde. Chi ha paura di giocare? Di certo non chi ama questo sport, di certo non chi ama questa squadra. Chi la conosce, la Salernitana, oramai neanche si meraviglia più. A un passo dal secolo, il tormentato amore vive anche la “macchia” nazionale di chi fugge. Additati come “raccomandati”, noi, viene quasi da ridere. Odiati da tutti, con l’indice da potere delle “strisciate” ma con i risultati da briscola. E’ tutto scritto, è la storia che lo dice, la Salernitana deve festeggiare i cento anni così come li ha vissuti, sempre, anche domani, con affanno e passione, con l’ironia di chi insegue sorrisi da un secolo. A proposito, forse non riuscendo a organizzare una gara per il centenario hanno ben pensato di omaggiarci così, non una ma due gare, andata e ritorno, disperato amore ammettiamolo: non abbiamo capito niente.

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