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“No contributi e studenti esclusi da attività extracurriculari alla Vicinanza”: rabbia Cgil

Il segretario generale Clara Lodomini: “Alcuni alunni sono stati esclusi dalla partecipazione ad una attività extracurriculare in quanto le famiglie non hanno versato, ad inizio anno, il contributo volontario richiesto dalla scuola"

I contributi scolastici sono per legge volontari e non possono rappresentare un discrimine alla partecipazione ad attività scolastiche sia curriculari che extracurriculari”.

Clara Lodomini, segretaria generale Flc Cgil Salerno, interviene sulla polemica sorta all’I.C. “G.Vicinanza” di Salerno dove, su direttiva della dirigente, alcuni alunni sono stati esclusi dalla partecipazione ad una attività extracurriculare in quanto le famiglie non hanno versato, ad inizio anno, il contributo volontario richiesto dalla scuola.

Le risorse raccolte con i contributi volontari delle famiglie devono essere indirizzate esclusivamente ad interventi finalizzati all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta culturale e formativa – sottolinea la Lodomini – l’articolo 13 della Legge 40/2007, in questo senso, è molto chiaro. Del resto – continua la segretaria - anche il Ministero della Pubblica Istruzione, sul suo sito, esplicita che in ragione dei principi di obbligatorietà e di gratuità, non è consentito imporre tasse o richiedere contributi obbligatori alle famiglie di qualsiasi genere o natura per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico, fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime. Eventuali contributi per l’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni possono dunque essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria”.

E’ illegittimo quindi – dice la segretaria – che la dirigente escluda per questo motivo alcuni allievi anche perché, per sua stessa ammissione, si tratta di una attività del Miur ritenuta molto importante ai fini del progetto formativo. Non regge nemmeno l’ipotesi che i soldi siano utilizzati per pagare gli esperti esterni: per questo ci sono i Pon o i fondi dedicati inviati dal Miur ad inizio anno scolastico. Auspichiamo, quindi, un immediato dietro-front”.

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