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“Musica nuova e brani diversi ma stessa voglia di toccare il cuore della gente..”

Pedro racconta il suo progetto e la voglia di ripartire: "Voglio trasmettere emozioni alle persone, dare anche la forza di non arrendersi mai..". In uscita una versione italiana del pezzo di Ozuna e "Dentro al Fuoco", "i miei sogni nelle basi musicali, raccontare e dare il "groove", così cambia tutto.."

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Ha iniziato a fare rap nel 2009, ma a soli 12 anni era già innamorato della cultura Hip-Hop. Si chiama Pietro Tafuri ma per tutti è Pedro, salernitano purosangue, classe 1992, si è avvicinato al movimento culturale nato negli anni 70 ballando la break dance e facendo anche i primi graffiti. La sua vita cambia nel 2009 in seguito alla scomparsa di due cari amici, “da lì nasce l’esigenza di scrivere qualcosa per loro – si racconta Pedro – un brano e un testo che non ho mai registrato ma da quel momento mi sono avvicinato alle rime, a comporre una canzone”. Da quel giorno è nato un percorso musicale che Pedro sta portando avanti, dal 2013 con un Mixtape, incide 14 tracce con diversi feat, tanti strumentali di pezzi famosi statunitensi con le sue rime ad accompagnare, da qui anche un pezzo che è stato molto apprezzato dal titolo “o’ fuoco de soldi” con Palù.

Spinto da un animo forte, si oppone agli stereotipi dell’ignoranza della società odierna, lo stesso nonno alla giovane età di 15 anni decise di emigrare a Caracas (Venezuela) in cerca della ” Terra promessa”, motivato appunto da quest’animo Pedro si proclama estraneo a questa società. Ispirato dalle liriche di Tupac Amaru Shakur segue le sue orme, ribelle al sistema, contro ogni forma di massoneria, alla ricerca della pura verità inizia a scrivere testi più crudi ed è da li che parte l’idea di elaborare un progetto solista.

“Non ho cavalcato l’onda quando stava andando bene..”

Spiega Pedro, raccontando come ha proseguito in questo progetto lanciando un pezzo all’anno, “non ho dato un seguito costante ai miei sostenitori” ammette con sincerità il salernitano che analizza quello che è il suo cuore pulsante, l’underground, con il dialetto nei testi anche se adesso c’è un mondo nuovo: “nei miei brani esprimo la rabbia verso una società che non dà ai ragazzi ciò che meritano, quelli che hanno voglia di farsi valere, una società compromessa, vedevo storto ovunque, ingiustizie nel mondo ma anche nel nostro paese”. Ha spiegato Pedro. “Il progetto che porto avanti oggi è meno complesso, sto semplificando ma senza eliminare i contenuti, sembra un paradosso ma è così, parto dalle sonorità – racconta Pedro – seguo il suono di oggi, come la trap, reggaeton, voglio “abbracciare” anche chi non conosce il nostro dialetto, provare a farmi conoscere in tutt’Italia. Adesso usciamo portando a termine questo percorso, abbiamo creato due tracce, dal punto di vista video rappresentano un prequel e un sequel, la prima si chiama Aura, ho fatto una versione italiana del pezzo di Ozuna, si chiamerà Aura Italian Version, il secondo si chiama “Dentro al Fuoco”. Usciremo a breve – rivela – completerò anche un pezzo reggaeton che si chiama “Torna da me”, quasi sicuramente il video sarà girato a Ponza che conosco bene per lavoro. Il concetto resta uguale, voglio emozionare le persone, toccare il cuore della gente, fargli capire quello che penso, smuovere le menti e farlo anche con più leggerezza rispetto al passato, dare una speranza a persone che si abbattono, perchè io penso che dal dolore c’è sempre una via d’uscita”.

Mentre parla Pedro si tocca il tatuaggio BGND (bad guys never die), letteralmente, i cattivi ragazzi non muoiono mai, “quando parlo di cattivi voglio esprimere il giusto lato della cattiveria, quel modo giusto di affrontare i dolori e le difficoltà della vita, l’intraprendenza, è questo quello che voglio trasmettere alle persone..” spiega Pedro “Cerco di mettere i miei sogni sulle basi musicali, è tutto qui, se ti arriva il groove quando ascolti qualcosa significa tanto, forse tutto..”.

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