Impresa di Pulizia a Salerno

Musica e cinema, Samuele Bersani e le sue passioni a Giffoni

“Ero stato qui una quindicina di anni fa quando molti di voi erano ancora in fasce. Sono contentissimo di essere tornato a Giffoni.” Samuele Bersani ha incontrato i ragazzi della giuria nella Sala Blu del Festival. Il cantante pluripremiato – nel suo palmarès due Premi Lunezia e due Premi della Critica “Mia Martini” – è stato atteso da una folla entusiasta di conoscere l’autore di brani cult come Spaccacuore e Freak, titoli di una vasta discografia che ancora oggi, dopo trent’anni, viene cantata a memoria da ragazzi di più generazioni. Tra l’artista e i giurati è immediatamente scattata l’intesa, in una serata dove le battute si sono alternate a momenti intensi e commoventi. In poco tempo sono fioccate le prime domande che hanno toccato temi e curiosità care al pubblico dell’autore, ma anche spazi di riflessione sul dolore e la salute mentale.
La sintonia tra giffoner e Samuele Bersani nasce dalla comune passione per il cinema. “Mi sento a casa” dice l’artista “Avevo la vostra stessa età quando lavoravo in un festival del cinema della mia città, Cattolica. Vennero registi come Sam Raimi e Wes Craven, qualcosa di incredibile. Ho una passione per il cinema che va quasi oltre quella per la musica.” Un primo approccio al cinema a cui seguì un incontro fondamentale. “Quando avevo quindici anni, in pieno conflitto con i miei genitori, sono scappato di casa. Faccio l’autostop, arrivo a Roma diretto a casa di Dario Argento. Lì trovai la moglie, Daria Nicolodi che, assieme al marito, invita me e mio padre a vedere le riprese di Phenomena. Vengo dalla provincia romagnola, terra di cineasti. La mia scrittura è sempre stata condizionata dal cinema dalla fotografia e dalle immagini.”
Un altro incontro, quello che cambierà la vita di Samuele Bersani, è con Lucio Dalla. “Scrivo a diciassette anni una canzone, Il mostro che porto al concerto di Dalla e tramite persone dell’entourage riesco a trovare un momento per fargliela ascoltare. Mi dice di trovarla molto bella e mi fa di rimanere lì. È il ’92 e, a ventuno anni, canto davanti seimila persone dopo che Caruso. Da lì diventa il mio discografico, il mio produttore e uno dei miei migliori amici. Mi manca tanto, ma sento ancora la sua presenza. […] Il tuo migliore amico resterà sempre con te.” Un primo momento di commozione che apre un lungo discorso sulla sensibilità e la cura di sé. “Ho sempre raccontato da adolescente di aver sofferto, da adolescente, di ansia quando ancora non era ancora un fenomeno così globale. Purtroppo adesso è comune, penso all’impatto di questi ultimi due anni sui ragazzi. […] Mi dispiace sentire parlare di attacchi di panico perché so cosa vuol dire. L’attacco di panico arriva, ma poi va via. Non siate schiavi dell’idea che rimarranno a farvi compagnia.” Con il regalo della giuria, un corno scaramantico, si chiude l’incontro con il cantautore. Bersani è stato salutato dagli applausi del pubblico concludendo quella che per i giurati resterà un’esperienza indimenticabile.

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