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Mobilità sostenibile a Salerno: pista ciclabile o percorsi pedonali?

Gennaio 2018 un bando di gara per la riqualificazione delle piste ciclabili a Salerno ma Legambiente lancia la sfida sui percorsi pedonali più "fattibili ed economici" delle piste ciclabili

Federica D'Ambro

Creare nuove piste ciclabili in città o educare i cittadini e realizzare percorsi pedonali meno dispendiosi economicamente ma che diano la giusta motivazione a pedalare? E’ stato anche questo uno dei punti di domanda affrontati questa mattina a Palazzo di Città durante la presentazione del nuovo progetto di Bike Sharing a Salerno. Progetto nuovo, stazioni simili. Un’applicazione per utilizzare le 50 bici elettriche giunte a Salerno, un sistema più tecnologico e giovane, giorni di prova gratuiti e una campagna promozionale in arrivo per coinvolgere i cittadini. Il progetto punta alle due ruote anche per fronteggiare alla domanda dell’Unione e degli accordi di Parigi sui cambiamenti climatici e l’inquinamento atmosferico.
Pedalare è da sempre il modo più “green” per muoversi in città. A Salerno molti cittadini, come già detto in precedenza (leggi l’articolo), hanno scelto le due ruote. Chi per esigenza, chi per piacere. I problemi sono due: la mancanza di piste adatte ai ciclisti e quindi il passaggio di autovetture e biciclette in strada, con tutti i rischi che ne derivano, e la mancanza di educazione ciclistica.

La risposta a questi problemi non è tardata ad arrivare. L’assessore alla Mobilità Mimmo De Maio ha dichiarato che con l’inizio del nuovo anno partirà un bando di gara per la riqualificazione delle piste ciclabili già presenti a Salerno, questo grazie a fondi finanziati dalla Regione Campania. Una novità che i ciclisti attendevano da un po’ ma che non è stata gradita da tutti i presenti. Tuona in sala la risposta di Michele Buonomo, Presidente di Legambiente Campania, secondo cui la realizzazione di nuove piste ciclabili sarebbe una spesa ingente e non necessaria, rispetto alla creazione di percorsi pedonali con tanto di segnaletica.

“Abbiamo presentato un piano che riguarda tutto il territorio comunale per capire dove possiamo arrivare – ha dichiarato l’assessore De Maio – Rafforzeremo il collegamento verso il centro e la zona orientale, integrando anche una pista ciclabile che colleghi l’asse dell’Irno. Altre due stazioni saranno installate nel corso del tempo. Non è semplice far decollare un progetto come questo in un città come Salerno, credo che implementando il servizio e garantendo la realizzazione di piste ciclabili potremmo riuscirci.”

Più biciclette e meno automobili. L’assessore punta al coinvolgimento dei cittadini in questa nuova iniziativa. Nei prossimi giorni inizieranno una serie di campagne promozionali, a cura dell’agenzia pubblicitaria Amo Comunicare che cercherà di avvicinare i cittadini al Bike Sharing.
Il Presidente di Legambiente, invece, guarda la mobilità sostenibile non solo in ottica di sharing ma su larga scala.

“Non è possibile che sotto casa di ogni cittadino ci sia una pista ciclabile accessibile per ogni punto della città, ma sono possibili percorsi pedonali e ciclabili. Quello che possiamo proporre sono una serie di iniziative pubblicitarie, nelle scuole, scendere a piedi e in bici con gli studenti – ha dichiarato Michele Buonomo – L’età dell’auto sta finendo come l’età del petrolio, dobbiamo pensare che una persona in bici possa scendere di casa e andare a lavoro, con rispetto, educazione e condivisione. Senza queste caratteristiche non ci può essere nulla. Noi cerchiamo soluzioni, aldilà delle azioni, potremmo aiutare ad incrementare questo servizio di Bike Sharing per far si che i bambini fino ai 18 anni e le persone di circa 60 anni possano avere un abbonamento gratuito, senza costi ulteriori per i singoli e per le famiglie”.

Il Bike Sharing a Salerno non è una novità. Il primo progetto, infatti, venne realizzato nel 2014. Un investimento, quello passato, ritenuto fallimentare. Dopo l’entusiasmo dei primi giorni, qualcosa non è andato come si sperava. Dal 2014 a oggi le tre stazioni di bike sharing non sono state utilizzate dai salernitani, né dai turisti presenti in città. Le stazioni sono state abbandonate ma c’è chi, come la società Helios, ha deciso di ripuntare su questa tipologia di mobilità sostenibile.

“C’è stato un problema di inesperienza nel sistema e anche da parte nostra. Nella prima fase del 2014 il sistema ha goduto di entusiasmo andando, però, sempre più in crisi. Un piano alternativo di mobilità a Salerno c’è e stiamo facendo in modo di farlo funzionare”. Queste le parole di Alberto De Sio di Salerno Mobilità che ha ammesso che le colpe nel sistema ci sono state. Quello che preoccupa non è tanto l’efficienza quanto la sicurezza delle stazioni e delle bici messe a disposizione. In più casi, negli anni, le bici hanno subito danni e furti. Neanche le nuove stazioni sono state “salvate” dai balordi di turno che hanno rubato batterie e campanelli, danneggiando le bici per un danno di circa 1500 euro.
Un investimento che ad oggi ha portato la “Helios” a finanziare il progetto con 200mila euro, somma che tenderà a salire a circa 300mila quando sarà portato al termine.

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