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Mimmo Volpe su Ecoambiente, il consiglio provinciale approva all’unanimità

Il consigliere delegato all’Ambiente, Mimmo Volpe, ha introdotto i lavori del Consiglio provinciale su EcoAmbiente, illustrandole i problemi e i benefici in una relazione di circa tre pagine contro la gestione privata ed unipersonale della società provinciale

Federica D'Ambro

Il consigliere delegato all’Ambiente, Mimmo Volpe, ha introdotto i lavori del Consiglio provinciale su EcoAmbiente, illustrandole i problemi ed i benefici in una relazione di circa tre pagine contro la gestione privata ed unipersonale della società provinciale. Un documento che il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità.

“Dal 7 agosto Ecoambiente ha operato in forma unipersonale in violazione dei dettami statutari, regolamentari e normativi. Una gestione monocratica sottratta al controllo della Provincia, socio proprietario. Molti, troppi i paradossi frutto della gestione monocratica – ha affermato Volpe – . Per cominciare, la gestione economico-finanziaria è totalmente fuori controllo: mancano i bilanci 2014\2015;la bozza di bilancio 2014 è discordante con quello approvato nell’ultimo bilancio 2013; mancano le relazioni trimestrali; manca il piano industriale. Anche la gestione amministrativa è viziata da rilevanti negligenze. Sul piano giudiziale, la Provincia è stata costretta ad adire il Tribunale di Salerno per ottenere coattivamente la restituzione di un prestito di oltre 2,5 milioni di euro che, concesso in passato alla società partecipata per far fronte ad una crisi di liquidità, questa si è sempre rifiutata di ripagare adducendo pretestuosi impedimenti”.

“La società è stata inadempiente anche sulle comunicazioni relative alla gestione del ciclo integrato dei rifiuti: mancano i dati inerenti i costi, la determinazione della tariffa, gli accantonamenti relativi alla gestione post mortem delle discariche che- incassati dalla Ecoambiente. In definitiva – ha concluso Volpe – la gravità della situazione di Ecoambiente impone al socio unico Provincia di attivare ogni azione consona a ristabilire un corretto equilibrio tra la proprietaria e la partecipata. A questo punto è improcrastinabile la convocazione dell’assemblea per la nomina degli organi societari rimasti, da ormai troppo tempo, vacanti”.

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