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Maxi sequestro di immobili, nei guai imprenditori salernitani

Il blitz della guardia di finanza questa mattina rivolto a diverse proprietà turistiche e alberghiere in Basilicata

Federica D'Ambro

I militari della Guardia di Finanza, gruppo di Eboli, dalle prime ore della mattinata odierna stanno eseguendo – su disposizione della Procura della Repubblica di Salerno- numerosi sequestri di beni e disponibilità immobiliari riconducibili ad alcuni soggetti delle provincie di Salerno e Potenza operanti prioritariamente nel settore dell’alta ricettività turistico- alberghiera. L’attività odierna si inserisce in un più ampio contesto investigativo che vede alcuni imprenditori e professionisti chiamati a rispondere di una serie di comportamenti illeciti legati alla bancarotta fraudolenta ed alla indebita percezione di provvidenze nazionali erogate – a loro favore – nel periodo compreso tra l’anno 2010 e 2013 – per circa 10 milioni di euro e destinate alla realizzazione di residenze turistiche in Basilicata.
Nel corso dell’attività i finanzieri hanno accertato che una società di Battipaglia – pur dichiarata fallita dal Tribunale di Salerno – subito prima del fallimento ha proceduto a “trasferire” l’unico ramo d’azienda produttivo, ovvero comprendente gli immobili realizzati attraverso contributi pubblici, ad altra società di fatto riconducibile all’amministrazione della fallita, grazie a cariche dirigenziali affidate a membri del suo nucleo familiare.
In dettaglio, l’operazione tra le due società si è concretizzata attraverso una cessione di ramo d’azienda – avvenuta non a caso poco prima del fallimento – cui è stato attribuito un valore alquanto irrisorio ( pari a 26mila euro) a fronte, invece, di un stima reale, per consistenza e natura stessa dei beni immobili trasferiti, che supera i 17 milioni di euro sul mercato immobiliare locale. In tal modo, i soggetti indagati hanno continuano a mantenere la titolarità dei predetti beni attraverso una gestione che di fatto mai si è interrotta nemmeno a seguito dell’intervenuto fallimento, sottraendoli, allo stesso tempo, dall’attivo fallimentare quale garanzia patrimoniale per i creditori. In dettaglio, i beni aggrediti e quindi sottoposti a misura ablativa – per un valore stimato di 17,5 milioni di euro – sono costituiti da:
– 1 complesso turistico alberghiero ubicato in Forenza (PZ) costituito da camere e servizi, nonchè sala esposizione e commerciale;
– 4 terreni di pertinenza del complesso turistico alberghiero per una estensione pari a 15 ettari ( quasi la superficie di 30 campi di calcio regolamentari);
– 1 stabile adibito a civile abitazione sita in Acerenza (PZ)

L’operazione odierna testimonia con fermezza come l’attenzione dell’Autorità Giudiziaria salernitana e della guardia di finanza sia assoluta verso il contrasto e la repressione delle forme più gravi dei reati lesivi dell’interesse erariale, e tesa di riflesso a garantire la corretta destinazione delle risorse pubbliche rispetto agli obiettivi fissati dalla legge.

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