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L’uomo delle due maglie, Stefano Guidoni su Cosenza-Salernitana: “Granata più strutturati..”

"Ho vissuto con difficoltà la separazione da Salerno e la Salernitana, quando segnai contro i granata fu davvero strano.." l'intervista all'ex attaccante granata.

Carmine Raiola

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È un doppio ex della partita Stefano Guidoni. Il centravanti piemontese, infatti, nella sua carriera ha vestito sia la maglia della Salernitana dal 1999 al 2001 e per due volte anche quella del Cosenza nelle stagioni 2000-2001 ( quando si trasferì ai “lupi” proprio dai granata) e 2002-2003. A pochi giorni dal match del “San Vito Marulla”, Guidoni è stato raggiunto telefonicamente ed ha riposto alle seguenti domande.

Lei ha giocato dal 1999 al 2001 in maglia granata ed ha siglato 14 reti in 50 presenze, quale è il ricordo più bello che ha di Salerno e quale è stato il suo gol più bello in maglia granata ? 

Ricordi belli sono tanti. In generale il più bello era entrare all’Arechi a fare riscaldamento prima delle partite con la curva piena ed era uno spettacolo, poi la partita in casa con il Vicenza in cui recuperammo da 0-2 a 3-2 e sicuramente l’esordio visto che io esordì in un derby Salernitana-Napoli facendo gol. Il gol più bello forse è quello con il Siena al mio secondo anno o il pallonetto in casa con il Ravenna.

Da ex attaccante cosa pensa Guidoni del reparto offensivo della Salernitana? 

Il reparto offensivo è composto da giocatori che hanno qualità e che quindi fondamentalmente dovrebbero garantire le soluzioni ottimali affinchè la squadra possa vincere le partite, possono fare bene in tanti. Avere Cerci in rosa penso sia un lusso, bisognerà capire come sta lui e con quale mentalità affronterà questa stagione.

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Abbiamo parlato di reparto offensivo, secondo molti per caratteristiche Niccolò Giannetti ricorda lei, conferma questo accostamento?

Giannetti è un giocatore che conosco perchè era nel settore giovanile della Juventus quando allenavo anch’io. È un giocatore che ha grande generosità, disponibilità al sacrificio anche per gli altri, che apre spazi per i suoi compagni e che fa gol.  Ha tanta quantità ed in quest’ultima sa trovare la qualità, forse in questo mi assomiglia. Credo sia un calciatore abbastanza completo e pensavo potesse fare più di quanto ha fatto fino ad oggi anche se è ancora molto giovane quindi ha la possibilità di emergere. Ha fatto già stagioni importanti in società importanti e sono convinto che una piazza come Salerno potrebbe esaltarlo.

Oltre alla maglia della Salernitana in serie cadetta lei ha vestito anche la maglia del Cosenza. Cosa pensa invece della squadra rossoblù?

Il Cosenza parte con altre ambizioni e lo fa dopo una scorsa stagione molto positiva nella quale ha raggiunto una salvezza probabilmente più agevole di quanto forse non pensasse. È stata riconfermata la guida tecnica che è un allenatore di grandissima esperienza quindi penso che anche quest’anno il Cosenza potrà trovare il giusto mix per potersi salvare. La piazza è molto vicina alla squadra e questo non potrà che giovare a tutti.

Proprio sabato ci sarà il match tra le due squadre, come pensa possa finire e chi saranno secondo lei i possibili protagonisti?

La partenza del campionato è sempre difficile da valutare, più facile invece fare una valutazione di quali potranno essere gli equilibri tra un mese anche perchè ad inizio stagione le situazioni possono cambiare. La Salernitana è partita molto bene ed il Cosenza ha fatto il suo, sarà una partita equilibrata. Chi potrà essere protagonista in questo momento è ancora troppo presto per dirlo.

Sia la Salernitana che il Cosenza si dimostrano due buoni organici. Secondo lei a cosa possono puntare entrambe le squadre?

Salerno e Cosenza sono due piazze che vivono molto di entusiasmo ed il fatto di essere partite con il piede giusto potrà far bene ad entrambe. La Salernitana, secondo me, è una squadra strutturata per fare obiettivamente più punti del Cosenza ma questo è sulla carta poi è sempre il campo che parla e le alchimie che gli allenatori riescano a creare con i loro giocatori fanno la differenza. Ad oggi sulla carta chi è probabilmente più strutturato per arrivare più in alto mi verrebbe da dire la Salernitana invece chi farà meglio non lo so anche perchè non è detto che i giocatori più forti rendano più degli altri. Il Cosenza ha dei giovani che possono fare bene proprio come l’anno scorso hanno fatto altri ragazzi. Sulla carta sono due buone squadre preparate ad un campionato su obiettivi diversi.

Nella stagione 1999/2000 lei ha siglato uno dei 4 gol della Salernitana al Cosenza, all’Arechi il match terminò 4-1 per i granata, la stagione successiva passò proprio ai rossoblù e segnò il gol che permise ai rossoblù di fare il colpaccio in casa dei granata. Quali sono state le emozioni dei due gol sia da “padrone di casa”che da avversario?

L’anno in cui ero a Salerno era stata per me un’annata straordinaria. Avevamo una squadra con la quale forse con un po’ più di convinzione avremmo potuto fare qualcosina in più. Un anno che ci vide protagonisti fino all’ultimo mese e finchè non perdemmo quel derby con il Savoia in casa coltivavamo grosse speranze anche di giocarci la promozione. Passato al Cosenza segnai un gol che da un certo punto di vista mi fece sorridere, vivevo ancora la separazione dalla Salernitana con grande difficoltà ma ero un professionista e quindi dovevo fare ciò che dovevo fare.

In questi mesi lei ritornerà a Salerno per assistere ad una partita della Salernitana all’Arechi ?

Io vivo a 1000 km di distanza per cui non credo sarà così facile. Ogni volta che penso all’Arechi mi vengono i brividi perchè è stato uno stadio molto speciale per me che mi ha dato tantissimo visto che il legame che avevo a Salerno era molto forte e rimarrà per sempre uno degli stadi in cui sono stato meglio e mi sono sentito più al sicuro. Mi piacerebbe e spero di  ritornare così da ritrovare gli amici e passare una serata allo stadio perchè sarebbe un grande piacere.

 

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