“Luogo ai muri”, la mostra di Pio Peruzzini a Baronissi

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Venerdì 15 novembre alle ore 18:00, apre al pubblico la mostra di Pio Peruzzini dal titolo “ Luogo i muri”. La mostra, curata da Massimo Bignardi, presenta poco meno di cinquanta fotografie, realizzate da Peruzzini in quest’ultimo decennio. Il muro, i muri che l’artista propone, in questo vasto repertorio di scatti che, dal 2011, arriva all’anno incorso, rivelano quanto la sua fotografia insista sulla capacità che l’immagine ha di farsi narrazione, autonoma dal mondo che mette in posa.

“In un tempo dove la costruzione di muri segna le cronache mondiali – ha affermato Gianfranco Valiante sindaco di Baronissi – leggere tali realtà quotidiane nell’analisi della fotografia, diviene momento di riflessione. Lo è soprattutto quando il muro non diventa esibizione barriere fisiche, concrete, bensì evidenziate come immagini di chiusure, di muri mentali, sociali. Da Peruzzini emerge la necessità di porre, in primo luogo ai giovani, una chiara domanda rispetto a un mondo costruito sui pregiudizi, sulle chiusure in nome della paura dell’ altro”.

“[…] siamo al profetico e poetico Peruzzini e al suo ultimo lavoro – scrive Alfonso Di Muro –, dal titolo Lungo i muri. Il motivo della scelta di quest’affascinante titolo non sta a me spiegarlo: per questo ci pensa l’autore, soprattutto con le sue eloquentissime foto che, come lui stesso ha dichiarato, nascono da una provocazione geo-politica scatenatasi durante un viaggio nelle terre dell’Italia settentrionale, durante il quale uno slogan logoro e irriverente, graffito su un muro, tuttora urlato da una certa politica di chiaro stampo populista, ha innescato quel meccanismo per cui la traduzione in fotografia di quel particolare contesto ambientale ha trasformato l’attività del fotografo in un atto di autoriflessione politica, dimostrando come il fotografare concerna anche il pensare”.

“È un registro creativo – evidenzia Massimo Bignardi – che non forza sul dato connotativo, anche se si percepisce, fatta eccezione per pochissimi scatti, che i luoghi sono angoli del nostro meridione, lì ove sui muri di calce corre una sottile linea d’ombra, disegnando alfabeti di dialoghi con il tempo e con le attese.

Pio sa bene, quando frappone l’obbiettivo fotografico tra la retina e il mondo che si riflette in essa, che ne trae solo una parte, tanto quanto il mirino è capace di riordinare ed alla quale la fotografia conferisce altro valore, annullando ogni permeabilità della realtà”.

In chiusura del suo intervento al catalogo, Peruzzini scrive: “Queste foto abbracciano un periodo abbastanza lungo e sono state fatte in vari luoghi d’Italia ed in vari momenti o in diverse situazioni. In qualcuna di queste fotografie non è rappresentato un vero muro, ma solo l’idea della chiusura. Una incannucciata su una spiaggia è un ostacolo esile e fragile ma è anche la strada che permette alle lumache di arrampicarsi per trovare una soluzione vitale al loro essere. Il mare che si confonde con una larga spiaggia e che offre la battigia come sentiero o strada al venditore ambulante di colore è un muro d’acqua superato ed accogliente.”

La mostra resterà aperta fino a domenica 8 dicembre.

Pio Peruzzini fotografa dal 1978 Attento a luoghi storici e tradizioni della Campania e del sud Italia. Ha collaborato ed ancora lo fa, come free-lance, con agenzie nazionali e con riviste specializzate nella valorizzazione del territorio, dell’arte e della cultura. Ha prodotto, nel tempo, un archivio ricchissimo di fotografie in analogico e da qualche anno si è piegato alle esigenze del sistema digitale con una produzione importante. Artisti e autori, di diverso orientamento culturale utilizzano le sue foto, per progetti d’arte di ampio respiro. Le sue immagini arricchiscono testi, cataloghi, libri d’artista. Ha Partecipato a mostre collettive e personali

Nel 2006 pubblica il libro fotografico Sguardi Circostanziata indagine sulla commistione fra sguardo umano e fissità vitree delle espressioni di soggetti sacri e profani. Opere d’arte, di autori non celebri, spesso sconosciuti, che arricchiscono l’Italia meridionale.

Del 2010 è il libro fotografico Santi madonne e sacrestie, una ricerca su tradizioni popolari e religiose del Sud, con particolare attenzione al Cilento e ad altre centri della regione Campania. È uno studio che intreccia il sacro e il profano nelle feste e nelle processioni. Fornisce immagini e collaborazioni a riviste e testate giornalistiche. Vive a Bellizzi (SA).

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