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L’Italia a metà, la storia d’amore tra salernitani e baresi

Nell'anno della promozione in A, l'ultima sfida ad agosto per Salernitana e Bari in un match di Coppa Italia ma c'erano 15mila spettatori

A volte sembra che si rincorrano, senza prendersi mai, è la storia di chi si vuol bene. La storia di due città, due passioni che si intrecciano, che per far sventolare insieme le loro bandiere devono tagliare l’Italia, ogni Santa volta, più felici di quella prima. Granata e biancorossi, cavallucci e galletti, un binomio nato sugli spalti ma che si lega nella vita delle due società. Si sono salutati nel 2009, proprio all’Arechi, Salernitana e Bari in quella partita di cui ancora si parla. Barreto, Ganci, Scarpa, Di Napoli e Ranocchia, i nomi sul tabellino della gara che sanciva la salvezza granata mentre il Bari era già salito sul treno per la massima serie.

Un unico precedente tra le due squadre ad agosto, era una calda serata di Coppa con 15mila spettatori che infuocavano l’Arechi. Salernitana e Bari pareggiarono e fu un pareggio dolce per i granata che si preparavano a vivere la favola più bella nella storia del cavalluccio marino, era la stagione 1997/1998. Il Bari allenato da mister Fascetti scendeva in campo con Ventola ma a segnare il vantaggio per i galletti il compianto Ingesson. Il pareggio in una azione partita dai piedi di Galeoto e finalizzata da Ciccio Artistico.

Altro pareggio da sogno nel Principe degli Stadi, in serie A, un 2-2 che però, per molti, fu un punto perso e determinante per i granata nella corsa alla salvezza. Sui gradoni dell’Arechi c’erano 37mila spettatori. Sulla panchina del Bari sempre Fascetti e in campo Gianluca Zambrotta, Osmanosvski e Knudsen, questi ultimi due autori delle reti che fermarono i granata, passati in vantaggio all’inizio con Vannucchi e nel secondo tempo con un diagonale di Drazen Bolic. Altri tempi, altri protagonisti ma a sventolare insieme erano le stesse bandiere.

Sport1

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