L’incredibile storia di Greta, la bimba che lotta per cambiare il mondo

Attivista a soli 15 anni, ogni venerdì non va a scuola e scende in strada per la sua protesta, il suo invito ora sarà raccolto anche da tanti studenti italiani

Oltre aSalerno
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LA STORIA | Si chiama Greta Thunberg, ha 15 anni ed è nata a Stoccolma. Sembra una ragazzina come tante altre, invece Greta è forse una delle più grandi attiviste viventi trasmettendo al mondo la sua campagna sullo sviluppo sostenibile, opponendosi al cambiamento climatico. Ha iniziato la sua protesta il 20 agosto del 2018, come? Non è andata più a scuola, ha manifestato fino al 9 settembre chiedendo al governo svedese di ridurre le emissioni di carbonio così come era previsto nell’accordo di Parigi sul cambiamento climatico. Ogni giorno, durante l’orario scolastico, Greta è rimasta seduta con il suo cartellone davanti al Parlamento svedese, poi durante le elezioni ha continuato la sua manifestazione ogni venerdì. Figlia della cantante d’opera Malena Emman e dell’attore Svante Thunberg, le è stata diagnosticata la sindrome di Asperger. Ha creato un vero e proprio movimento studentesco con seguaci in tutto il mondo, le tre f, Fridays For Future. Anche in Italia molti aderiranno, già questo venerdì, alla sua manifestazione con aggiornamenti continui tramite i contatti social di Greta. Il suo intervento sul palco della Conferenza Onu sul clima, la Cop24 a Katowice, ha fatto il giro del mondo, ecco il suo discorso:

“Il mio nome è Greta Thunberg, ho 15 anni e vengo dalla Svezia. Molte persone dicono che la Svezia sia solo un piccolo Paese e a loro non importa cosa facciamo. Ma io ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza. Se alcuni ragazzi decidono di manifestare dopo la scuola, immaginate cosa potremmo fare tutti insieme, se solo lo volessimo veramente. Ma per fare ciò dobbiamo parlare chiaramente, non importa quanto questo possa risultare scomodo. Voi parlate solo di una crescita senza fine in riferimento alla green economy, perché avete paura di diventare impopolari. Parlate solo di andare avanti con le stesse idee sbagliate che ci hanno messo in questo casino. Ma non mi importa risultare impopolare, mi importa della giustizia climatica e di un pianeta vivibile. Nel 2078 festeggerò il mio 75esimo compleanno. Se avrò dei bambini probabilmente un giorno mi faranno domande su di voi. Forse mi chiederanno come mai non avete fatto niente quando era ancora il tempo di agire. Voi dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa, ma state rubando loro il futuro davanti agli occhi”.


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