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L’EX – Rinaudo come Mantovani, Salerno la piazza che lo ha consacrato

L'ex difensore centrale di Juve e Napoli ha detto la sua sul giovane difensore della Salernitana ed i retroscena dell'acquisto di Garofalo

Leandro Rinaudo è stato uno dei giovani difensori più interessanti e importanti che hanno transitato sotto l’ombra dello Stadio Arechi. Il difensore centrale, arrivò a Salerno nella tribolata stagione 2004/05, quando la squadra granata fu ripescata per il famoso “Caso Catania” e la Serie B si allargò a 24 squadre. Rinaudo fu prestato alla squadra dell’allora presidente Aniello Aliberti dal Palermo, doveva disputare la Serie C, ma il ripescaggio ne pregiudicò quasi la sua permanenza. Il roccioso difensore ha parlato ai nostri microfoni della sua esperienza in maglia granata: “Salerno è stata la mia prima piazza importante. Sono stato ingaggiato a Varese in Serie C la stagione antecedente e poi sono andato a Salerno. E’ stata una stagione importante in una piazza importante sempre calorosa; ho dei ricordi belli. All’inizio ero giovane e avevo poco spazio, l’allenatore era Pioli e dopo che ci hanno ripescato parlò col mio procuratore per dirgli che me ne dovevo andare; invece con Accardi decidemmo di rimanere perché sapevamo delle mie qualità e alla fine dopo tanto sacrificio ho giocato quasi trenta partite e divenni titolare. Alla fine della stagione ci salvammo e fu una bella esperienza, ho conosciuto l’allora mia ragazza e ora moglie e mamma dei miei figli”.
Leandro, però, ha disputato anche sei mesi a Novara, una delle esperienza peggiori della sua carriera: “Novara è stata una scelta sbagliata, venivo da tre interventi. Alla Juve ebbi due interventi e a Napoli mi operai al tendine d’Achille. Avevo voglia di giocare, ma andando a Novara sbagliai perché si giocava sul campo sintetico; non ho un bel ricordo anche se dietro c’era una società forte”.
Rinaudo ha ormai appeso le scarpette al chiodo e ha cominciato la carriera di Osservatore sotto l’egida di Perinetti al Venezia. La squadra veneta quest’anno è stata un’”avversaria” dei granata su un obiettivo di mercato: Garofalo. L’ex terzino del Novara è stato per breve tempo compagno di squadra di Rinaudo alla Salernitana: “Quando ci siamo conosciuti con Agostino io avevo 19 anni e lui 17, eravamo ragazzini sotto tutti i punti di vista, sia calcistico che umano. Negli anni ci siamo sempre sentiti, ma mai incontrati in campo; lui è cambiato come persona, uomo e da calciatore ha qualità importanti che ha sempre dimostrato facendo una carriera importante. E’ un giocatore maturo con facilità di corsa e ha un importante piede sinistro, è uno dei punti di forza del Venezia”. Garofalo era in ballottaggio con Vitale per andare o in seno alla Laguna o in seno al Golfo di Salerno: “Agostino era uno dei nomi che avevamo in mente per quel ruolo delicato e difficile da trovare, tra cui c’è anche Vitale con cui ho giocato insieme. Dopo una serie di valutazioni tra dirigenti e allenatore abbiamo puntato su di lui perché crediamo che ci può dare una mano; lui ha accettato ben volentieri perché anche se siamo in Lega Pro sa che ci sono basi per il prossimo anno”.
L’ex difensore centrale granata ha quindi intrapreso la strada del Direttore Sportivo: “Quest’anno ho iniziato questo ruolo perchè dopo tanti anni che ho avuto problemi fisici dovevo dire basta, perché era diventata una continua sofferenza fisica e mi ero portato dietro sin troppi acciacchi e interventi, oramai era più un qualcosa di mentale e non ero in grado di dare quello che avevo dato sino ad allora. Perinetti? Lo conosco dal settore giovanile col Palermo e negli anni c’è sempre stato questo rapporto di stima, lui mi ha dato questa possibilità e ho iniziato questa avventura nel Venezia, una società importante con basi solide. Abbiamo vinto lo scorso anno il campionato di Serie D e abbiamo allestito la squadra per raggiungere la promozione. Non sarà semplice fare l’osservatore, è un mondo nuovo e ci sono molte cose da imparare, bisogna avere sempre umiltà e voglia di imparare. Dove sarò fra qualche anno? La vita è imprevedibile non puoi programmare nulla. Una persona deve avere un sogno che si deve alimentare negli anni e ti da un senso alle giornate, personalmente mi vedo bene in questo ruolo e spero di stare ancora nel Venezia perché c’è un progetto importante. La cosa che mi preme di più è quella di dover imparare e ne sto avendo possibilità con un Direttore che è uno dei maestri; per me questo è importante ed è normale che l’ambizione ci deve essere sempre, se fra qualche anno dovesse presentarsi una situazione che potrebbe darmi di operare da solo dovrò farmi trovare pronto”.
Osservatore, un ruolo che porta anche a viaggiare e adocchiare molti giovani dello stivale: “Il campionato è iniziato da poco, ma di partite ne ho viste già abbastanza; siamo ancora all’inizio e tutto è da definire. Ci son giocatori giovani e importanti che abbiamo noi come Galli e Moreo. I giovani si trovano sempre, ma devono avere consapevolezza e imparare a crescere senza bruciare le tappe”.
Uno dei giovani più interessanti del panorama della serie cadetta è sicuramente Valerio Mantovani, che un po’ come Rinaudo è giunto a Salerno da giovane, non partendo con i favori e la certezza della maglia da titolare, eppure sinora si sta imponendo come uno degli elementi più importanti della squadra di Sannino. “Credo che Mantovani sia di ottima prospettiva ed è stata brava la Salernitana a prenderlo. E’ normale che un giovane debba avere una crescita graduale come successo a me, che ho cominciato dalla Serie C, poi la B ed infine la Serie A per 9 anni di fila in squadre come Napoli e Juve. Deve avere pazienza e umiltà perché non cambia nulla se non si fa subito il salto di categoria, bisogna fare esperienza per farsi trovare pronti, lui è un giocatore importante di ottima prospettiva e deve rimanere concentrato facendo tutto con professionalità”.

Sport1

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