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L’EX – Ighli Vannucchi e quell’unico gol di testa

L'EX - L'indimenticato giocatore della Salernitana ha ripercorso tutte le emozioni vissute in granata ed i gol realizzati sotto la Sud

Cross di Ametrano, Giampaolo controlla la palla e la alza in area di rigore, cross in mezzo di Tedesco, colpo di testa di Vannucchi e GOOOOOOOOOL. Nella mente di tutti noi abbiamo appena rivissuto uno dei gol simbolo degli ultimi anni della Salernitana, quella inzuccata del giovane Ighli alla penultima giornata del campionato di Serie A 1998/1999 regalò una speranza per la permanenza, poi svanita a Piacenza.

Ighli Vannucchi è uno di quei nomi che Salerno e la Salernitana non dimenticano, ha vestito il granata per tante stagioni e per una anche quella della Virtus Entella, compagine che farà visita all’Arechi questo sabato: “È stato un periodo bellissimo perché ero nel pieno della maturità. Fu costruita una squadra piena di giovani promettenti. Il mister Luca Prina appena mi ha conosciuto si è innamorato di me, trasmettendomi la sua passione per il calcio e facendo in modo che io la trasmettessi sul campo; riuscì a creare un team che mi girasse attorno e insieme ci siamo tolti belle soddisfazioni. Quella stagione la Virtus arrivò per la prima volta ai play-off di Lega Pro e perdemmo la semifinale (contro il Lecce ndr), nonostante questo facemmo una stagione ad alti livelli regalando grandi emozioni”.

Tutt’altro periodo e tutt’altro Vannucchi fu quello ammirato con il cavalluccio: “Arrivai a Salerno che avevo solo 20 anni, un pischello in una città grande del sud che non conoscevo. Sono rimasto attratto dalla passione verso il calcio e la squadra da parte della gente, quindi è stato bellissimo confrontarsi subito con una realtà che rispondeva alla grande quando si facevano belle cose. Ho condiviso con loro momenti storici che riviviamo tuttora con il gol al Vicenza per esempio, anche momenti di tensioni con contestazioni importanti; però tutto questo mi ha portato a crescere e godermi ogni giorno.
L’anno della Serie A purtroppo abbiamo fatto una brutta partenza con un girone d’andata pessimo e di conseguenza lo straordinario ritorno non è bastato. Rimane il rammarico di non aver creato una squadra competitiva sin da subito; in ritiro eravamo una quarantina di giocatori e la mancanza di chiarezza ha portato a quel risultato. Negli anni successivi nonostante ci siano stati dei problemi con gli allenatori ho fatto cose incredibili; per esempio con Cagni, che mi mise nel mio ruolo naturale da trequartista feci dei gol spettacolari.

Ricordo anche negli allenamenti del giovedì che raramente segnavo sotto l’altra curva. Era un discorso emotivo ed emozionale, giocando sotto una curva che ti spinge è più facile; se le cose invece non vanno bene la palla comincia a essere calda. Il calcio è questo, dove c’è tanta passione bisogna reggere tanta pressione. Ricordo il gol con il Vicenza di un’altissima difficoltà, feci dei dribbling e un cambio di passo con l’esecuzione del tiro spettacolare. La rete con il Piacenza sempre sotto la Curva Sud partendo da centrocampo saltando due avversari e andando a segno; ricordo la punizione a Pescara che feci partire un missile terra aria. Il gol in Serie A contro il Vicenza è stata un’emozione incredibile ed è stato l’unico gol della mia carriera che ho segnato di testa. Nella mia carriera alla Salernitana sia da giocatore che da avversario ho sempre segnato sotto la Sud”.
La Salernitana dopo la mesta retrocessione dalla massima serie non fu capace di risalire la stagione successiva: “Il calcio non è facile farlo perché ci son tante componenti da incastrare. La Juventus insegna che è una società solida e riesce a ottenere così sempre dei risultati. La Salernitana in quegli anni era capace nel trovare talenti giovani ma poi non riusciva a essere solida nel portare avanti un progetto, era instabile nei risultati; nonostante tutto arrivammo sesti in un campionato difficile”.

L’ex granata dopo aver appeso le scarpette al chiodo ha deciso di chiudere ogni contatto con il mondo del pallone: “Non ho più nessun contatto nel calcio, sento solo Alberto Bianchi qualche volta e so che sta facendo cose egregie a Salerno come dirigente delle giovanili. Ho contatti grazie alla tecnologia con tifosi e appassionati che negli anni mi hanno seguito. Ringrazio il calcio che mi ha dato tutto e la possibilità di fare quello che volevo, scegliendo squadre che preferivo. Spesso mi contestano che non sono stato in grandi squadre, ma per me la Salernitana, l’Empoli e altre lo erano; poi bisogna sempre vedere quale definizione di grande si dà”.

Vannucchi quindi ora si sta dedicando anima e corpo alla sua grande passione: “Ho sempre detto di essere un pescatore con la passione per il calcio. Quella per la pesca è cresciuta sin dall’inizio, ora ho la fortuna di trasformare questa mia passione in professione, sto ottenendo degli ottimi risultati non in acqua, ma con persone che ci seguono e stiamo rivoluzionando la mentalità. Vorrei tramandare nei tifosi del calcio questa stessa mentalità, seguire la propria squadra a prescindere dalla categoria con meno stress e più serenità”.

Sport1

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