Pizzeria Betra Salerno

L’EX – Giacomo Tedesco: “Potevo tornare da giocatore, sogno di allenarla”

Il più giovane dei fratelli Tedesco ha ripercorso la sua carriera con la maglietta granata e non solo, tra emozioni e aneddoti

Giacomo Tedesco è stato uno dei centrocampisti più forti che hanno calcato il prato dello Stadio Arechi, ha fatto parte di quei ragazzi terribili che hanno conquistato la Serie A dopo cinquant’anni e regalato emozioni a tutti i tifosi granata.
Questo sabato la Salernitana sfiderà il Trapani in una sfida delicata per entrambe le compagini, due società che hanno segnato la carriera del giovane dei due Tedesco: “Sono state due esperienze diverse. Salerno mi ha lanciato nel calcio che conta, con la Salernitana ho avuto la possibilità di farmi notare dalla Reggina per giocare ancora altri anni in serie A; se non era per lei sarei rimasto a Palermo non avrei potuto fare questa carriera. Aliberti, mio fratello e altri palermitani mi hanno dato questa possibilità e facemmo un campionato vinto facilmente disputando la Serie A. Trapani è stata un’esperienza a fine carriera, due anni importanti, loro non avevano mai vinto la Lega Pro ed entrare nella storia di quel club mi ha fatto piacere; mi aspettavo la riconferma in B, purtroppo non è avvenuto”.
Diciotto anni dopo la Salernitana non ha avuto lo stesso inizio sfolgorante: “Le aspettative dei tifosi erano alte dopo il calvario dello scorso anno finito con la salvezza ai playout; mi aspettavo un inizio diverso, credo anche i tifosi perché sono esigenti e la piazza merita un campionato diverso. Mi auguro che possa trovare dei risultati migliori, la gente è sempre presente e lo stadio è pieno, con una curva meravigliosa, giustamente alle persone non gli va di soffrire un altro anno. Qualcuno che ricorda Giacomo Tedesco? Quest’anno sinora ho visto due partita e ho notato Odjer, un ragazzo molto valido, mi somiglia un poco e quest’anno deve prendere in mano la squadra piano piano, trovare equilibrio. Qualcuno come me o mio fratello o Rachini, un centrocampo come quello della Salernitana ora è difficile trovarlo”.
Giacomo Tedesco ha parlato anche dell’attuale situazione del calcio italiano: “I giocatori ora sono diversi, non c’è fame come una volta, adesso lo fanno solo per se stessi e non c’è più spirito di sacrificio; al giorno d’oggi se un calciatore fa tre partite bene poi sicuramente trova squadra l’anno successivo, devono capire che si gioca per il collettivo si hanno anche più possibilità singolarmente. E’ cambiato tutto, prima con il cannocchiale si vedeva la Nazionale U21, ora si fanno due partite buone in Lega Pro e subito si è convocati; è difficile trovare ragazzi con la mentalità giusta, deve esserci la società dietro che da obiettivo a tutti. Ricordo il Presidente e il Direttore che ci parlavano sempre e guai a chi sbagliava, c’era una concorrenza spietata ora, invece, c’è n’è poca”.
L’ex centrocampista granata ha vissuto durante la sua esperienza in panchina a Reggio Calabria una situazione simile a quella che sta vivendo Gattuso a Pisa. “Quando i ragazzi non prendono i soldi farli scendere in campo, come feci con la Reggina, è sempre più difficile; ma se fanno bene anche se perdono qualcosa in termini monetari la possono guadagnare il prossimo anno con un ingaggio. I ragazzi del Pisa e Gattuso stanno dando sempre il massimo nonostante tutto, in modo che ci sia qualcuno interessato a compare il Pisa; devono essere come i miei ragazzi a Reggio che hanno dato l’anima”.
Tedesco smistava passaggi e assist per i suoi compagni, ma era anche importante per la squadra con i suoi tiri da fuori area e le punizioni. Proprio da un calcio piazzato Giacomo Tedesco segnò il gol che lui ritiene più importante con la maglia granata: “Ricordo sempre con immenso piacere la rete contro la Lazio, fu la prima vittoria (1-0 ndr). Fu molto bello perchè dopo 50 anni la Salernitana vinse nella massima serie; è rimasto nella mia memoria anche il gol contro il Napoli (3-0 ndr). Sono tutti bei ricordi, ma anche amarezze che porto sempre dentro, per esempio Piacenza non si può cancellare. Nonostante tutto te li porti sempre dentro, ti hanno fatto crescere nel bene e nel male, per me Salerno è una delle piazze più importanti della mia carriera, ho ancora tanti amici li e che ogni tanto vado a trovare”.
La società granata come attualmente la conosciamo nacque nel 2011 ed uno degli obiettivi era proprio Giacomo Tedesco: “Volevo venire li anche disputando la serie D, parlai con Pagni quell’estate, ma personalmente volevo parlare con Lotito per avere alcune garanzie, purtroppo il Direttore non mi fece parlare con il Presidente e allora non si fece più niente. Volevo chiudere la mia carriera a Salerno, forse sarei tornato se c’era Aliberti o qualcuno che mi conosceva, probabilmente Lotito non ha fatto bene ad affidarsi a chi non mi conosceva. Tanti negli scorsi anni sarebbero voluti ritornare”.
Tedesco ha ormai appeso gli scarpini al chiodo ed è in attesa di trovare una panchina su cui sedersi: “E’ difficile in questo momento, ci sono sempre meno squadre e gli allenatori aumentano, girano sempre gli stessi. Adesso i giovani se ne vedono pochi in campo e anche di allenatori giovani, se non hai fatto la gavetta non ti danno possibilità e non conta se hai fatto una salvezza miracolosa (con la Reggina ndr), cercano esperienza invece di puntare e scommettere sul giovane. In futuro se avrò la possibilità di dimostrare qualcosa sarebbe un sogno allenare a Salerno, perché essere un allenatore è complicato, ma è altrettanto bello perché non ragioni da solo, ma ragioni con 25 teste diverse ed è molto più bello”.
Chiediamo infine a Tedesco la sua Top11 di calciatori con cui ha calcato il campo nel corso della sua carriera: “In porta metto Franco Mancini che era molto forte e bravo, in difesa da destro Mesto, Stovini, Luca Fusco e Vittorio Tosto; a centrocampo mio fratello Giovanni, Mozart, Paredes e Baiocco; in attacco Marco Di Vaio ed uno dei compagni più forti con cui ho giocato, Edmundo. L’allenatore naturalmente è Delio Rossi, che per me è stato come un papà in quegli anni, mi chiamavano il “Figlio di Delio”; c’erano mio fratello, Di Vaio, Breda e altri compagni che ogni settimana mi dicevano: papà ti fa giocare oggi? Pian piano ho cominciato a giocare con continuità, guadagnato la stima dell’allenatore”.
Infine Tedesco vuole lasciare un messaggio a tutto il popolo granata: “Ai tifosi dico che sono sempre nel mio cuore, vedere la curva piena mi fa tornare indietro di vent’anni; Salerno è una delle tre migliori tifoserie di A e B come coreografie è a livello di piazze come Roma e Genoa. Quando giocavo mi emozionavo sempre, lo dico ancora quando insegno alla scuola calcio”.

Sport1

Commenti

I commenti sono disabilitati.