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L’EX – Daniele Balli: ” Quando mi sento triste vedo Salernitana – Juventus”

L'EX - Intervista al doppio ex di domenica che ha ancora un ricordo indelebile della sua esperienza a Salerno

Daniele Balli non aveva la giusta altezza per essere un portiere “giusto” per quegli anni, centottanta centimetri di esplosività nelle gambe e tanto cuore però lo hanno fatto entrare nelle grazie dei tifosi granata e nella storia della Salernitana. “La mia caratteristica migliore era la scaltrezza, capire in anticipo all’interno dell’area e fuori; dove andava la palla sapevo uscire in anticipo su tutte le palle nei venticinque metri dalla porta, a volte anche trenta”.

Il portiere toscano aveva appena vinto il campionato con l’Empoli e non si aspettava di dover ritornare in B: “La telefonata del direttore sportivo dell’Empoli arrivò mentre ero all’Isola del Giglio in vacanza e mi disse che dovevo andare a Salerno; non sapevo neanche dove stava la città, solo che avevano lottato per non retrocedere ed io avevo vinto il campionato. Scesi con mia moglie in cinta di tre mesi e partì alle 3 di notte con un giramento i coglioni impressionante (in negativo); però poi ho vissuto i due anni più della mia vita con purtroppo la brutta conclusione della morte dei ragazzi al ritorno da Piacenza”.

Dopo i due fantastici campionati con la Salernitana Balli fu ceduto alla Ternana: “Peppino Pavone mi disse che ero vecchio e che lui voleva fare una squadra con molti giovani; non so se era la verità fino in fondo, ma un giorno glielo chiederò”. In terra umbra il portiere visse una bella esperienza: “Sono stato sfortunato perchè se vai a vedere il mio curriculum, in una famosa partita Ternana – Torino, in cui ci lottavamo il terzo posto con loro. Mi sono rotto una spalla a marzo nel momento clou ho dovuto abbandonare la squadra che stava per entrare nella storia, perché a Terni la serie A mancava da molto tempo”.

L’esperienza di Salerno è rimasta nel cuore di Daniele Balli anche a distanza di anni: “Tutte le volte che mi sento triste metto la cassetta della partita Salernitana – Juventus e mi ritorna la gioia nel cuore, anche perchè son tifoso della Fiorentina”.

Il pipelet toscano ha fatto tante parate che hanno salvato la squadra granata, ma quella di cui ha un ricordo più vivido è datata 1 febbraio 1998: “Era il secondo tempo della partita contro il Verona con il risultato in bilico, ci fu un colpo di testa di Siviglia a botta sicura ed io la parai nella porta sotto la curva del Verona”.
Giocare a Salerno è stato come realizzare un desiderio per Balli: “Mi son rimaste impresse le immagini della curva, da bambino sognavo di vivere quei momenti con una tifoseria calda. In quei 2 anni ho ricevuto tanto e ho dato tanto, quindi, mi rimangono ricordi indelebili che ancora i tifosi della Salernitana mi contattano attraverso i social”.

“Chi mi somiglia tra i portieri moderni? Pepe Reina perchè non è alto, però nella difesa nei venticinque metri COMANDA lui. I margini di miglioramento per i portieri italiani secondo me ci sono, Donnarumma può diventare l’estremo difensore più completo della storia italiana anche più di Buffon, l’ho visto quando è venuto ad Empoli e cura tutte le sfumature”. Parlando di portieri non ci si poteva esimere dal parlarne con Balli: “Per me Terracciano può stare benissimo in una Salernitana e dare sicurezza, ma bisognerebbe che davanti (anche a centrocampo) dessero le stesse sicurezze del portiere altrimenti ci si difende e basta”.

La Salernitana non sta vivendo un momento bellissimo: “Non vedo le partite, ma leggo i commenti sui social o sento parlare; però non mi fido e non do giudizi se non vedo con i miei occhi. La squadra c’è e la società ha messo risorse per giocatori da serie B. Poi i tecnici devono far fiorire certi giocatori, bisogna vedere se i giocatori ce la fanno a fiorire o i tecnici a farli fiorire. Il problema è il rapporto che si fa con la squadra normale che eravamo del 1998 in cui tutti i giocatori son riusciti a sbocciare, una macchina da guerra in serie B”.

La squadra che vinse quello storico campionato cadetto era formata da amici che tuttora si sentono ancora: “Ho visto recentemente Marco Di Vaio, Breda, parlato con Fresi e anche Fusco, ci parliamo in maniera molto libera. I contatti e colloqui più profondi li ho soprattutto con il capitano Breda. Ultimamente ho rivisto anche Gattuso, perché mio figlio di 14 anni gioca negli allievi nazionali. Settimane fa Rino era su in classifica, ed è riuscito a far galleggiare una nave piena di buchi facendo un lavoro eccezionale. Breda invece con certe sicurezze o senza fa sempre bene, è facile lavorare quando va bene, Rino sta lavorando bene quando tutto va male”.

“Cosa fa ora Balli? Sta dietro ai propri figli (18 e 14 anni ndr) che PURTROPPO vogliono fare il portiere, ho insistito per il tennis ma loro per ripicca vogliono fare il portiere; quindi in questo calcio moderno voglio stargli dietro un po’ di tempo”.
Infine Daniele vuole lasciare un messaggio ai tifosi granata: “Un ringraziamento a loro perché la gratificazione dopo 18 anni è ancora così forte come se avessimo vinto il campionato quattro giorni fa. Ho sempre avuto bellissimi riscontri e consensi come giocatore ma soprattutto come uomo. Grazie Salerno”.

Sport1

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