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L’EX – Bombardini: “Quando vedo la Curva Sud mi viene ancora la pelle d’oca”

Davide Bombardini ha ricordato insieme a noi gli splendidi anni passati a Salerno, tra gol, soddisfazioni e il tifo della Sud

La maglietta della Salernitana negli anni passati è stata indossata da veri e propri fuoriclasse, giocatori di qualità, giovani che poi hanno giocato nella massima serie e calciatori che hanno trovato il proprio riscatto all’ombra dell’Arechi. Davide Bombardini però non è nessuno di questi, anzi forse lo è tutti. “Bomba” è stato uno di quei giocatori che ha fatto subito innamorare la tifoseria granata, estro al servizio della squadra e momenti che sono ancora impressi nelle menti di tutti.
Bombardini arrivò a Salerno da calciatore già formato e conosciuto, ma qualche anno prima aveva militato ancora da giovanotto a Benevento. “Le differenze sono tantissime. Quando sono stato a Benevento ero un ragazzino, avevo venti anni quindi ancora dovevo venire fuori ed esplodere; mi son trovato in un anno positivo dove abbiamo perso lo spareggio contro la Turris. In quel campionato siamo sempre stati in testa, poi contro la Turris ad Avellino purtroppo perdemmo. Quello è stato il mio primo campionato in cui avevo delle responsabilità e tutto l’ambiente, società, tifosi e compagni credevano in me; fui dispiaciuto di non aver vinto quel campionato, alla fine ce lo saremmo meritato.
A Salerno ero già più maturo come giocatore e come uomo. Quando arrivai le aspettative su di me erano tantissime come anche le responsabilità, mi chiedevano di prendere la squadra in mano”
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“Ricordi? Ne ho tanti. Ho sempre detto che il tifo di Salerno mi ha sempre dato qualcosa in più, perché quando entravo in campo la prima cosa che guardavo era quanta gente c’era sugli spalti, più ce n’era e più mi caricavo.
La partita che ricordo più vividamente è quella a Palermo. Quella vittoria è stata una rivincita personale perché quell’anno c’erano tanti striscioni contro di me, è stato emozionante vincere; quando sono uscito a un quarto d’ora dalla fine tutto lo stadio mi ha applaudito. E’ stata una soddisfazione, perché durante la gara mi hanno fischiato, anche se avevo capito che erano fischi d’amore e odio.
Un altro bel ricordo è la partita in casa contro il Torino (Salernitana – Torino 2-0 ndr), c’era un rigore per noi a un quarto d’ora dalla fine della gara, sia Bogdani che Di Vicino erano fuori per infortunio e mi ritrovai la palla in mano che pesava cinque chili: fortunatamente feci gol. Ho tanti ricordi belli legati allo stadio, quando ancora adesso continuo a vedere le immagini della curva mi viene il magone, perchè non sarebbe affatto male tornare.
In quelle stagioni lottavamo sempre per qualcosa di importante, anche nell’ultima in cui sono stato alla Salernitana per un periodo eravamo a pochissimi punti dai play-off”
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Una delle mancanze degli ultimi anni del calcio italiano e anche della Salernitana è quello dell’utilizzo dei giovani, solo nell’ultimo periodo sono esplosi Odjer e Mantovani. “Prima c’erano molti giovani alla Salernitana come Palladino e Coppola, giocatori che dopo hanno preso il volo; era la politica che la società ha avuto con Imborgia e prima con Longo, piaceva rischiare con i ragazzi e poi lanciarli. Ricordo di Molinaro, era fuori rosa e correva da solo agli allenamenti e lo guardavo. Pioli gli diede una possibilità e poi esplose; il calcio a volte ti sembra segnato, ma alla fine si ha sempre un’opportunità”.

Bombardini ha ancora impresso il cavalluccio sotto pelle e anche se: “E’ ancora presto, il campionato di serie B si delinea fra un mesetto per vedere le squadre da vertice e quelle da retrocessione. Al giorno d’oggi si fa fatica a capire, è difficile fare pronostici”; sicuramente ha un desiderio particolare per le sorti della sua ex squadra: “Certamente vedere la Salernitana ancora in uno spareggio per non retrocedere è stato brutto, non può più stare in quelle posizioni, perchè tolte alcune piazze in A come Juventus, Milan, Inter, Roma e Lazio, la Salernitana ha un potenziale enorme. Non capisco perchè non si punti a fare qualcosa di importante, certo vincere è difficile ma almeno provarci è d’obbligo, Salerno è una piazza che avrebbe bisogno di riprovare quelle sensazioni; se io fossi il presidente vorrei portare in seria A la Salernitana perchè sarebbe una grande soddisfazione”.

“Futuro? Mi piacerebbe rimanere nel calcio, fare l’allenatore non mi entusiasma, ma dirigente con i ragazzi non mi dispiacerebbe. Un giorno ci tornerò allo stadio, sinora non son più tornato, ho bei ricordi poi seguo sempre la squadra e quando vedo la curva piena mi viene la pelle d’oca e mi verrebbe voglia quasi di andare tra i tifosi, i quali li saluto con affetto”.

Sport1

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