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Una legge per matti: quarant’anni dopo Franco Basaglia

IL PROGRAMMA | Dal 21 al 19 febbraio, 4 incontri e colloqui con gli studenti dell'Università degli studi di Salerno

Federica D'Ambro

L’Italia è stato uno dei Paesi pionieri nell’ambito della saluta mentale. Il merito va a Franco Basaglia, psichiatra veneto che a cavallo tra gli anni Sessanta e i Settanta del secolo scorso, prima a Gorizia e poi a Trieste, ha messo in pratica un ideale: chiudere i manicomi. Su queste esperienze e sul fenomeno sociale e culturale generato, sono state poste le basi per la legge che porta il suo nome, la legge 180, approvata dal Parlamento il 13 maggio 1978.

La legge era innovativa per l’epoca e proponeva una serie di servizi alternativi ai manicomi: dai Dipartimenti ai Centri di salute mentale ai Servizi Psichiatrici di diagnosi e cura. L’Italia dava vita a una vera e propria rivoluzione antropologica e culturale. Nel 2018 ricorreva il quarantennale dell’approvazione della legge che si presentò come la “misura legislativa” di un movimento culturale, sociale e politico, che sfociò in uno dei momenti più alti e felici della democrazia italiana. Così in Italia si radicò una più consapevole partecipazione democratica alla vita sociale e culturale dei cittadini, degli intellettuali, degli operatori sanitari, degli uomini di cultura. Una stagione che fu segnata dall’accresciuta attenzione per la diversità e per la qualità delle relazioni umane.

Al ricordo di Basaglia e della sua opera, l’Università degli Studi di Salerno e le Edizioni Oèdipus hanno deciso di dedicare i Colloqui di Salerno 2018, a cura di Salvatore Amato e Francesco Forte.

Questa mattina la quarta edizione dei colloqui, è stata presentata a Palazzo di Città. A presentare gli incontri, che si terranno dal 21 al 28 febbraio 2019 presso, l’Università degli studi di Salerno, il Salone del Gonfalone a Palazzo di città e l’Archivio di Stato, sono stati l’Assessore alle Politiche Giovanili e all’Innovazione Mariarita Giordano, il Prof. Vincenzo Esposito,  e Renato Dentoni Litta, Direttore Archivio di Stato.

“L’obiettivo è pensare a cosa ancora si potrebbe fare per applicare la legge 180 e darle possibilità di manifestarsi pienamente creando strutture sociali e culturali, prendendosi cura dell’altro in quanto persona e non malato. – ha dichiarato Vincenzo Esposito – Il punto fondamentale su cui soffermarsi è il motivo per cui è nata la legge, non solo per un aspetto psichiatrico ma culturale e democratico. Se non si riesce ad integrare l’attività psichiatrica e culturale qualsiasi tipo di attività è destinata a fallire. L’obiettivo di Franco Basaglia era quello di abbattere i muri, non solo con un gesto simbolico, ma prendendosi cura tutti insieme dei problemi collettivi”.

Agli aspetti umanistici, sociali e culturali scaturiti dalla promulgazione della “Legge Basaglia” il team del Laboratorio di Antropologia “Annabella Rossi” del Dispac-Dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale UNISA, ha deciso di dedicare una sessione dei Colloqui di Salerno 2018, iniziativa che nelle edizioni precedenti si è dimostrata vincente evidenziando riflessioni ed una sinergia tra relatori, studenti e cittadini.

Un passo importante su quanto questa legge sia innovativa ancora oggi, nonostante siano passati quarant’anni dalla sua approvazione, è stato fatto dall’Assessore alle Politiche Giovanili, Mariarita Giordano: “Una legge che ha ormai 40 anni ma è ancora attuale e innovativa, e credo che debba essere ancora attuata nella sua totalità. L’articolo 13 della nostra Costituzione sancisce che la libertà personale è inviolabile, ma nei manicomi la libertà veniva violata. Mi viene da chiedermi se tutte le persone ricoverate all’epoca, rinchiuse nei manicomi, fossero malati per davvero, oppure era una condizione di reclusione perché erano persone che fuori dalla società, emarginate, sgradite. Le persone venivano spedite nei manicomi a volte senza neanche un perché. Credo che oggi quello che può essere fatto per far sì che questa legge venga attuata sia parlarne, sempre e il più possibile. Il mio pensiero va anche alle famiglie dei malati, perché soffrono per il loro parente, perché non sanno come agire”. 

 

IL PROGRAMMA 

 

Giovedì 21 febbraio 2019

  • ore 10.00 – 13.00 – Fisciano, Università degli studi di Salerno, Aula dei consigli, DISPAC-Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale. Da Gorizia a Trieste. Psichiatria e temperie culturale nella’Italia pre e post basagliana: incontro con Peppe Dell’Acqua, psichiatra, scrittore, editore e docente universitario.
  • ore16.00 – 19.00 – Archivio di Stato Salerno, Salone Bilotti. Inaugurazione della mostra Carte da Slegare: documenti ed immagini dell’Archivio di Stato di Salerno. Intramezzo musicale di Matteo Cantarella.

Lunedì 25 febbraio 2019 

  • ore 10.00 –  13.00 – Fisciano, Università degli studi di Salerno, Aula delle Lezioni, DISPAC-Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale. FFF-Film, Fotografie, Follia: Ricordare Basaglia per immagini, a cura di Vincenzo Esposito e Pasquale Iaccio.
  • ore 16.00 – 19.00 – Salerno, Palazzo di Città, Salone del Gonfalone. Psichiatria, salute, cultura e democrazia in Campania, in Italia, in Europa.

Martedì 26 febbraio 2019 

  • ore 10.00 – Fisciano, Università degli studi di Salerno, Aula delle Lauree Gabriele De Rosa, DISPS-Dipartimento degli studi Politici e Sociali. La legge Basaglia in Campania: presentazione del volume Primavera 180 di Teresa Capacchione, psichiatra e collaboratrice di Sergio Piro, direttore dell’ospedale psichiatrico di Materdomini-Nocera Inferiore.
  • ore 16.00 – 19.00 – Salerno, Palazzo di Città, Salone del Gonfalone. I fantasmi sono fulmidabbili. Presentazione del volume Il diario di pietra.

Mercoledì 27 febbraio 2019 

  • ore 10.00 – Fisciano, Università degli studi di Salerno, Aula dei consigli Vittorio Foa, DISPS-Dipartimento degli studi Politici e Sociali. I fantasmi sono fulmidabbili.

II SESSIONE – Ottobre 2019

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