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Le Sette Bocche il nuovo pezzo “Nera Cravone” disponibile su Soundcloud

La nuova ballata popolare del gruppo è una denuncia sociale dei fenomeni legati all’immigrazione ed alla prostituzione mentre il 10 agosto li attende il Salento dove porteranno un pezzo dedicato al tarantismo

Federica D'Ambro

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È un’estate di impegni e soddisfazione quella del gruppo popolare salernitano Sette Bocche, pronto a presentare al pubblico il nuovo singolo intitolato “Nera cravone” e poi a partire alla volta del meraviglioso Salento dove, il prossimo 10 agosto, si esibiranno nell’ambito della ventiduesima edizione del Festival Notte della Taranta.

IL NUOVO LAVORO   “Nera cravone” conferma e rilancia gli elementi caratterizzanti della produzione musicale del gruppo composto da Daniela Dentato (danza e voce); Francesca La Ragione (danza e voce); Alfredo Marraffa (flauti); Domenico Ingenito (violino e voce); Angelo Plaitano (voce e chitarra); Antonio Rizzo (basso elettrico e voce), Pasquale Di Lascio (percussioni) e Giovanni Fasano (batteria). Una vera e propria denuncia sociale che è partita, come spesso accade, dall’osservazione critica della realtà: “facevamo un viaggio di ritorno da Paestum a Salerno – racconta il front-man del gruppo Angelo Plaitano – e ci siamo imbattuti in donne, molte delle quali di origine africana, costrette a prostituirsi sul nostro litorale. È sempre una brutta cosa da vedere, qualcosa che colpisce molto, così ci siamo ritrovati a parlare dell’immigrazione, della tratta di esseri umani e di quanto, a parer nostro, la politica di oggi non faccia e non sappia fare per mitigare fenomeni inumani. Il confronto tra noi è diventato un pezzo, o almeno parte di esso”. Il titolo fa riferimento al colore della pelle delle donne nordafricane che hanno ispirato i versi mentre il ritornello è preso a prestito dalla lingua degli Yoruba, una popolazione nigeriana dalla quale è nata la cultura religiosa e musicale del Sud America. “Ore Yeye, Oshún” è un’invocazione alla dea Oshún, traducibile in Madre di bontà, a cui il gruppo idealmente si rivolge per provare a proteggere e ripristinare la sacralità di quelle donne rese schiave lungo il litorale. “C’è anche un’altra riflessione che proviamo a lanciare attraverso questa canzone – spiega ancora Plaitano – quando qualcuno dice “prima gli italiani” dimentica che siamo i primi a sfruttare la prostituzione, a ballare ritmi provenienti da altre cultura e dimostrando, così, di andare solo alla ricerca di un nemico e di non voler apprezzare e rispettare tutto ciò che ci circonda”. Il pezzo è disponibile su Soundcloud https://soundcloud.com/user-905567567/nera-cravone

FESTIVAL NOTTE DELLA TARANTA   Tra un appuntamento e l’altro, le Sette Bocche partiranno per la Puglia dove parteciperanno ad uno degli appuntamenti del Festival Notte della Taranta, più precisamente a Calimera il prossimo 10 agosto nell’ambito dei Concerti Ragnatela, definiti “l’essenza cult del Festival” e saranno l’unico gruppo campano ad animare le serate più calde dell’intera Puglia. In quell’occasione l’attenzione sarà tutta puntata sul brano “E il mondo si fece giallo”, scelto personalmente dal direttore artistico del festival Luigi Chiriatti a cui è molto piaciuto il testo dedicato al tema del tarantismo. “Questo brano si ispira e ruba il titolo a un libro dell’antropologa Annabella Rossi – rivela Plaitano – è il nostro primo brano completamente in italiano, scelta dettata da un’esigenza comunicativa precisa: vogliamo che argomenti come il tarantismo, non siano appannaggio esclusivo di certe zone. Tutte le immagini evocate nel testo della canzone sono prese letteralmente dal libro. È un’estate impegnativa ma ricca di soddisfazioni”.

 

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