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Le saboteur tranquille

Non sai mai quando fa sul serio o ci prende in giro, come Magritte, al piano col frac, la magia di Sofian

Marco Rarità

“Amore mio non devi stare in pena..”

Così si mette subito al piano Sofian, la lancetta piccola non si è neanche spostata di un quarto quando come Magritte mette su tela un destro surreale. Sull’invito dell’Arechi c’era scritto “cravatta bianca”, il ragazzo si è messo il frac, seduto sulle note ha fatto partire Firth of Fifth dei Genesis. Cresciuto nell’agglomération verviétoise, sa come stare nella mischia e non ha paura di sentirsi solo, diventa un gigante tra la folla mentre quelli con le maglie bianche prenotano sedute di psicoanalisi. Su youtube “svezzato” a pane e Ronaldinho, la voglia di ubriacare probabilmente l’ha conquistata da adolescente, nell’Accademia Jmg di Tongerlo dove la birra te la mettono anche nelle gocce di Xanax. Ragazzo di mondo Sofian, mezzo sangue siciliano, la mamma di Sciacca e cuor di Casablanca, come il papà che gli faceva allacciare gli scarpini da solo e lo accompagnava ovunque, da Westerlo a Liegi. E negli allenamenti, sulla Rue de la Centrale ha visto il calcio vero, insieme all’amico Paul (l’ala sinistra dello Standard Liegi Mpoku), quello stradone da fare per raggiungere il campo sembrava infinito, non abbastanza però. “Lasciatemi provare..” ha chiesto un giorno a mamma e papà, la voglia di partire e aprirsi ad una nuova avventura all’estero. La sua “America” si chiama Italia, dove pian piano ha cominciato a studiare, tra libri e campo, l’ordine, la quadratura. Ma Sofian ogni tanto si lascia andare, domenica pomeriggio con il pallone sotto la suola ha cominciato a ballare, esasperato, un cortocircuito per gli occhi. Proprio come Renè Magritte è un “saboteur tranquille” perchè non sai mai quando fa sul serio o ci prende in giro, jongleur ideale in un gioco di pazzi, in uno stadio di folli, innamorati, è il tuo mondo Sofian..

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