Pizzeria Betra Salerno

L’after di via Allende

All'Arechi arriva il Carpi, ora tutti cercano la "vetrina". Nessuno è sicuro di restare anche nella prossima stagione, chi merita la riconferma?

BresciaSalernitana10

“Con le ore che passano adipose e il silenzio è una punta di spada..”, come nelle note di Erminio Sinni la Salernitana prepara il match interno contro il Carpi dell’ex Castori. Le carte, le ultime, anche per i calciatori granata che fin qui, tra “naftalina” e prestazioni opache non hanno visto il campo, sarà anche tempo di riabilitarsi per provare a strappare una riconferma nella prossima stagione. Punti interrogativi in tutti i reparti, sarà gara da vincere ovviamente, come tutte ma questa di più, se non altro perchè arriva all’Arechi il fanalino di coda (non da sottovalutare) però l’occasione è ghiotta per allungare e scrivere quasi la parola fine su questa fase angosciante della stagione con vista sui playout.

In retroguardia Schiavi proverà a riprendersi la “fascia” da Pucino, strappando il posto a Migliorini, centrale nella difesa a tre, quella che Greg dovrebbe riconfermare. In mediana cerca spazio anche Mazzarani, il suo periodo “d’oro” è lontano, prestazioni di basso profile quelle del romano che sembrava potesse dare molto di più alla causa granata in termini di qualità (che manca) nel reparto nevralgico. E qualcosa vorrebbe, a ragion veduta, anche Francesco Orlando, da esterno, dietro le punte, tutto purchè tornare e “riassaggiare l’erba” che manca da troppo tempo per un ragazzo di 22 anni.

Sulla trequarti la solita bagarre, il “vecchio e il giovane”, si contendono un posto, il primo in realtà vecchio non si sente affatto, Alessandro Rosina vuole giocare a Salerno e dimostrare di non essere finito, anzi. L’altro, Andrè Anderson, deve confermarsi nota lieta e magari mettere le basi per l’anno che verrà in cui potrebbe davvero essere protagonista, superando la poca costanza in termini di qualità e quantità sul rettangolo verde.

In avanti ha voglia di mettere la palla in porta Emanuele Calaiò che, tutto sommato, in fase realizzativa non ha prodotto quanto sperato. Una sola rete in 8 presenze e poco minutaggio. A Djuric il compito di “allungare” la sua primavera, da Jallow ci si aspetta sempre qualcosa in più, molto di più. Tutte speranze e un treno che passa per l’Arechi, si chiama salvezza matematica.

Sport1

Commenti

I commenti sono disabilitati.