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La vie en rose del calcio: oltre il pregiudizio, la passione di Francesca De Santis

L'8 SEMPRE - Intervista alla calcettista e ds della Salernitana Femminile: l'evoluzione di un amore e un obiettivo svelato

Federica D'Ambro

Avvocato, sportiva, calcettista della Salernitana Calcio Femminile, e da qualche anno anche Dirigente Sportiva. Ha fatto della sua passione uno stile di vita, e con la forza che solo una donna può avere va avanti con orgoglio sostenendo il calcio femminile. Sono cambiate tante cose da quando Francesca De Santis, ha tirato i primi calci ad un pallone. Ha iniziato alla scuola Calcio Primavera di Salerno, fino ad arrivare alle grandi vittorie nel calcio a 11. Donna e lavoratrice instancabile, ci ha raccontato con sorriso e semplicità la difficoltà di essere donna in questo sport e la vittorie che la vita le ha regalato.

Oggi essere donna e giocare a calcio professionalmente non è più un problema. Sicuramente, iniziare non è stato facile. 

Assolutamente no. Venti anni fa il calcio femminile era totalmente diverso. Oggi grazie anche alla passione di tante calciatrici e alle nuove norme come quella della FIGC  che prevede l’obbligo per le squadre di calcio a 11 maschile di serie A e di serie B di avere un settore femminile, io credo che il futuro in rosa penda notevolmente dalle parte del calcio a 5. Da circa 4 anni sono diventata Dirigente Sportivo della Salernitana Femminile, il numero delle tesserate è raddoppiato e c’è più valore verso di noi e il nostro sport. Un giorno sicuramente potremmo arrivare ai livelli delle calciatrici del Nord Europa o dell’America. Siamo, anche grazie ai nostri canali social, la seconda squadra d’Italia più seguita. Ed è un successo per nulla scontato.

Quando ha capito che questa passione sarebbe stata parte fondamentale della sua vita? 

Ero piccolissima quando ho iniziato ad allenarmi nella scuola Calcio Primavera, storia scuola salernitana. Poi, successivamente, grazie all’incontro con Aida Rienzi sono passata a giocare nella Salernitana Femminile. Ho giocato anche in altre squadre italiane, ma con la Salernitana è nato da subito una sorta di legame importante. Nella mia vita ho superato diverse difficoltà. Ho subito un infortunio grave, che mi ha comportato un notevole sforzo fisico per il recupero e un notevole contraccolpo psicologico. Ma l’ho superato e sono certa che nonostante il mio ruolo da Dirigente, finché potrò non appenderò le scarpette al chiodo.

Come Dirigente Sportivo ha un ruolo importante, a che punto pensi sia arrivato il calcio femminile in Italia?

Ho disputato per oltre un decennio, sempre con la maglia della Salernitana femminile. A parlare sono i numeri, le tesserate calcio a 5 hanno superato di gran lunga le “cugine” del calcio a 11. Ritengo che, anche per uno spettatore, vedere una partita di calcio a 5 femminile sia più coinvolgente e più divertente. La mia proposta sarebbe quella di rendere obbligatori per le società professionistiche campionati juniores di calcio a 5, come succede da anni negli altri Paesi europei e Sud americani. Basti pensare che le più grandi stelle del calcio mondiale hanno iniziato con il calcio a 5. Comunque penso che già nell’ultimo anno, con la gestione Montemurro, sia aumentata la visibilità e l’attenzione verso la nostra disciplina. Basti pensare che la nostra ultima gara interna contro la Fulgor Octajano è stata poi trasmessa con un doppio passaggio in differita nazionale, cosa impensabile fino a qualche anno fa”.

Cosa c’è nel futuro della Salernitana Femminile?

Spero tanto. Ogni giorno cerchiamo di andare avanti, comprando un pulmino della squadra per andare alle trasferte, e creando iniziative. L’ultima, dove un fortunato vincitore ha vinto la prima esclusiva Fiat 500 Special Edition a Battipaglia, si è trattato della nostra Prima Grande Lotteria Granata sia con l’acquisto che con la vendita dei biglietti. Stiamo provando a stringere un’intesa con il Comune di Salerno per cercare di realizzare un nostro palazzetto, una “seconda casa Granata” dove poterci allenare. Siamo pronti e carichi per la prossima avventura”.

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