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La memoria, quel filo che lega passato e presente

Funerali di Piero Terracina, testimone instancabile dei campi di sterminio

Pasquale Petrosino

piero terracino
Si sono svolti ieri a Portico d’Ottavia in Roma i funerali di Piero Terracina 91 anni, uno degli ultimi sopravvissuti all’orrore di Auschwitz. Ci lascia un grande testimone della memoria, instancabile voce di quell’orrore che ha sterminato milioni di uomini, donne e bambini, colpevoli solo di appartenere a culture diverse. Piero Terracina, scampato da un raid SS fu arrestato nel 1944 a Roma insieme alla sua famiglia, durante i festeggiamenti della Pasqua ebraica, aveva solo 15 anni.

“Ricordo ancora le parole di mio padre” disse durante una sua ultima intervista “qualsiasi cosa succeda, siate uomini”. Come si può rimanere uomini in quell’inferno, dopo essere stati denudati, rasati, umiliati e resi simili ad animali da macello con un numero impresso sul corpo?.Con quel numero Piero ci ha convissuto per tutta la vita. A5506 era il numero di Piero, lo riportava a quell’orrore, gli ricordava che l’uomo può essere il più feroce degli animali presenti sulla terra, quel numero gli ha anche imposto di ricordare. La memoria per Piero costituisce un elemento importantissimo per la società.

“La memoria” affermava “è quel filo che lega il passato al presente e condiziona il futuro, ecco perché è necessario fare memoria del passato, perché quel passato non debba mai più ritornare”. Piero Terracina fu l’unico di tutta la sua famiglia a ritornare vivo dopo il campo di concentramento di Birkenau, il campo della morte. Ha speso tutta la vita a fare memoria di ciò che è stato. Uomini delle istituzioni, personaggi pubblici e tanta gente comune ha voluto salutare, ieri, un grande testimone dell’orrore nazifascista.

Testimoni come Piero ci impongono di ricordare, “meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore, stando in casa andando per via, coricandovi, alzandovi. Ripetetele ai vostri figli”, affinché tutto ciò che è stato non ritorni ad essere. Ciao Piero

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