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Kiyine e Cicerelli, il riscatto in Sicilia per gli esterni

In ombra nel match contro i sanniti, contro il Trapani l'occasione per provare nuovamente a fare la differenza, quando girano loro la squadra cambia volto

Carmine Raiola

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Riprendersi, ora, dalla serata storta contro il Benevento in cui hanno toppato anche due delle pedine più importanti dello scacchiere granata, parliamo di Kiyine e Cicerelli. I due esterni, infatti, contro gli stregoni hanno molto faticato a creare azioni pericolose anche grazie alla solida copertura del reparto arretrato giallorosso, facendo così mancare il loro fondamentale apporto. Analizziamo la partita delle due frecce granata.

Sofian Kiyine dopo un inizio propositivo in cui ha spesso saltato i diretti avversari con ottime giocate e con un cross, che complice l’intervento di Viola, per poco non sorprendeva Montipò. Poi il belga marocchino è man mano calato nel corso del match.

Kiyine, in realtà, durante la partita si è anche spesso sacrificato in difesa come dimostrano alcuni ripiegamenti al fianco di Jaroszynsky ma nell’azione dello 0-2 sannita si perde il soccorso e salta la copertura su Sau.

Match ancora più difficile è stato quello di Emanuele Cicerelli. L’ex Foggia, infatti, ha trovato dinanzi a se un osso duro come Letizia che lo ha saputo contenere in fase difensiva e metterlo in difficoltà in quella offensiva, non a caso il numero 17 granata non è mai stato concretamente nel vivo del gioco rimanendo in ombra per tutti i 90 minuti.

Domenica però c’è il Trapani ed entrambi gli esterni (i quali saranno confermati a meno di sorprese) vorranno cercare nella trasferta siciliana il riscatto immediato per dimostrare come quello del derby sia stato, sia per la Salernitana che per loro, un semplice incidente di percorso.

Sport1

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