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Interrogazione online, alunne bendate: scoppia la polemica a Scafati

"Non è un momento facile sicuramente né per gli studenti né per gli inseganti. Proprio per questo, forse, è il caso di utilizzare sempre delicatezza e comprensione. Bendare gli studenti è sicuramente un metodo non ortodosso, per questo abbiamo scritto alla scuola per chiedere spiegazioni e capire come sia potuto accadere". Così il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli su quanto accaduto in Dad ad alcune studentesse del "Cacciopoli" di Scafati

categoria cronaca

“Studenti bendati in videoconferenza per l’interrogazione per evitare che possano sbirciare dal libro o dagli appunti”.

Le parole di Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde, sollecitato da diversi genitori. “E’ questa la segnalazione che ci è arrivata da diversi genitori degli alunni di un liceo di Scafati riportata sul sito cronachedellacampania.it, fortemente critici con una pratica ritenuta di pessimo gusto e poco formativa per i ragazzi. Non è un momento facile sicuramente né per gli studenti né per gli insegnanti. Proprio per questo, forse, è il caso di utilizzare sempre delicatezza e comprensione. Bendare gli studenti è sicuramente un metodo non ortodosso, per questo abbiamo scritto alla scuola per chiedere spiegazioni e capire come sia potuto accadere. Ci saranno sicuramente altri metodi per evitare che i ragazzi, durante un’interrogazione, sbricino dal libro. Abbiamo inoltre presentato un’interrogazione all’assessore regionale per la Pubblica Istruzione, Lucia Fortini, per capire come sia potuto avvenire ciò e per chiedere di verificare se questo accade anche in altri istituti”. Ha concluso Borrelli.

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