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“Insert coin”

Si legge sullo schermo con quella barra rossa che si è mangiata tutto, anche la voglia di giocare. Ma non siamo negli anni 90, non ci sono gli StarTac, si piega solo la Salernitana con costanza e modalità che fanno male

Marco Rarità

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L’EDITORIALE | “Insert coin”, si legge sullo schermo con quella barra rossa che si è mangiata tutto, anche la voglia di giocare. Ma non siamo negli anni 90, non ci sono gli StarTac, si piega solo la Salernitana con costanza e modalità che fanno male. All’Arechi si sta sempre più larghi e non è una volontà di preservare i sediolini dell’impianto per le Universiadi. I conti si fanno alla fine, è vero, ma il calcio è come la vita: vale anche il percorso. Tanto più se ti chiami Salernitana, negli ultimi anni è nata anche l’intrinseca concezione di sminuire il proprio amore, un paradosso, come? “Ma se abbiamo sempre fatto la C”, “Gufi, vi lamentate sempre”, uno contro l’altro, gruppi, schiere, quasi partiti, dal tempo degli inceppati, fino ad arrivare al diritto di parola: “Voi c’eravate a Selargius?”. Oggi come oggi è già un miracolo trovare tifosi della Salernitana, soprattutto sotto i 14 anni, figuriamoci tifosi che remano contro, una favola a cui onestamente si fa fatica a credere, il malcontento e la polemica nasce in ogni città, ogni quartiere, ogni parte del mondo, si chiama “pallone” e non calcio anche per questo. Chi fa il “calcio” invece, sì, dovrebbe avere una voce in capitolo diversa, anche perchè dalla tasca escono i loro soldi e se un progetto non funziona in ogni azienda qualche cambio, prima o poi, arriva. E allora se vogliamo guardare i numeri, se è vero che la proprietà ha investito tanto in questi anni, soprattutto in cadetteria, i risultati non sono stati all’altezza di questa proprietà e il progetto tecnico ha fallito, il direttore sportivo Angelo Mariano Fabiani che ha costruito la squadra negli ultimi anni non ha prodotto i risultati sperati. Negli ultimi quattro anni, da quando la Salernitana è in B, sono 42 le vittorie, 58 i pareggi, 53 le sconfitte. In quattro anni tra Arechi ed altri campi i tifosi hanno esultato per 174 reti fatte. Ieri, la fuga di Simy oltre Micai, è stata la 200esima rete subita dai granata da quando sono tornati in B. I numeri dicono che solo chi ha una differenza reti in attivo raggiunge i playoff, sempre così, in quattro anni alla Salernitana non è mai successo, sette allenatori in quattro stagioni, forse il problema non è mai stato il “manico”. Succede, nulla di male, che i progetti tecnici falliscano, chi “vive” in questo mondo lo sa, si mette in gioco, è successo negli ultimi giorni a Roma con Monchi, ad aprile a Verona con Filippo Fusco. Non se la prendano i calciatori, sfigmomanometro alla mano, altra favola da mettere in cantina è quella della “pressione”. A Salerno sono cresciuti e hanno giocato Signori calciatori, il calcio non è arrivato nel 2011, 100 anni appunto, come dicono a Roma, mica cotica.

Sport1

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