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Indagine dell’Antimafia sulla vendita dell’Hotel Baia

L'ex gestore Francesco Soglia denunciò l'amico Marinelli per estorsione, dopo circa sei anni, è Soglia ad essere accusato di calunnia e truffa

Federica D'Ambro

E’ stata aperta un’indagine da parte della Direzione distrettuale antimafia sulla compravendita dell’hotel Baia, ceduto sei anni fa, dall’imprenditore Francesco Soglia all’amico Carmine Marinelli. All’epoca dei fatti la famiglia Soglia denunciò per estorsione Marinelli, affermando di aver subìto minacce per vendere la struttura alberghiera a un prezzo inferiore di quello di mercato. Sei anni fa l’Hotel Baia era sul mercato al prezzo di 26 milioni di euro, ma è stato venduto all’imprenditore Marinelli al prezzo di 20 milioni, circa 6 milioni in meno. Da subito Francesco Soglia denunciò l’amico per estorsione. Questa denuncia ha fatto accendere i riflettori della magistratura, che negli anni ha iniziato ad indagare su entrambi. Oggi è Francesco Foglia ad essere sotto inchiesta con le accuse di calunnia e truffa. Infatti, nell’indagare l’Antimafia si è imbattuta in una fattura di 350mila euro incassata da Soglia quando la gestione dell’hotel era ormai già passata a Marinelli. Pare che questo pagamento non sia mai stato tornato al nuovo gestore dell’albergo. Francesco Soglia ha giustificato l’episodio come una reazione alla presunta estorsione subita. Per questo, oggi, è accusato di truffa. Il sostituto procuratore Vincenzo Senatore lo ha iscritto sul registro degli indagati e ha fissato per mercoledì un interrogatorio in Procura.

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