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Incubo tra penna e tastiera, solidarietà ai giornalisti de “La Città”

"Decisione inaccettabile, l'Ordine è vicino ai colleghi", le parole di Ottavio Lucarelli. Il sindaco Napoli: "Non mollate"

Federica D'Ambro

In stato di agitazione i dipendenti del quotidiano “La Città” che da oggi e per i prossimi cinque giorni, non sarà in edicola e il sito internet non sarà aggiornato. Questa mattina a Palazzo di Città, si è riunita in una conferenza stampa, l’assemblea dei redattori del quotidiano salernitano, dopo aver atteso invano una risposta dell’azienda ai plurimi inviti a ritirare la procedura di licenziamento e tornare al tavolo delle trattative, ribadisce tutte le contestazioni già espresse sulla sussistenza dei presupposti per una riduzione di organico e attua da oggi 5 giorni di sciopero.

Questa mattina la Sala Giunta era gremita di giornalisti, consiglieri ed assessori comunali e cittadini. Il sindaco di Salerno, per la seconda volta, si è dichiarato al fianco dei giornalisti e dei lavoratori. Presente anche il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Ottavio Lucarelli, in prima linea e – come da lui dichiarato – “disposto a venire ogni giorni a Salerno per trovare un punto d’incontro e di soluzione”. Le sorti del quotidiano, primo in tutta la provincia salernitana e secondo in Campania per numero di lettori, è a rischio a causa delle scelte dell’azienda.

“Decisione inaccettabile, perché arriva dopo anni di sacrifici. Non solo un anno di solidarietà che ha già consentito all’azienda di risparmiare centinaia di migliaia di euro, ma in precedenza c’erano stati tagli di domenicali, di festivi, alle agenzie. E’ inaccettabile pure che non ci sia più un tavolo di trattativa. Questa decisione arriva dopo mesi di silenzio da parte della proprietà, nei confronti della redazione. L’Ordine è vicino ai colleghi. La città di Salerno e la comunità della Campania devono stringersi intorno a questa redazione. Una testata giornalistica è sempre al servizio della comunità e la comunità in questo momento deve far sentire la propria voce”. Queste le parole di Ottavio Lucarelli. 

Applausi, supporto e solidarietà anche per la giornalista Clemy De Maio, che con poche parole ha chiarito ai presenti quello che redattori e giornalisti vivono da più di un anno.

“Credo che questo sia l’ennesimo capito di un piano preordinato di smantellamento del quotidiano, fin dall’insediamento della nuova proprietà. Non è la prima volta che subiamo minacce di licenziamento. Abbiamo subito, in silenzio, anche l’esternalizzazione di articoli dedicati allo sport e del sito internet. Se siamo qui oggi è perché l’azienda ha messo in atto una strategia suicida e non capiamo come possa tenere alle sorti della testata. Ultimamente è stato anche aumentato il costo del quotidiano. In crisi in questo momento c’è anche la Treofan. Sarà un caso, ma si tratta di due aziende che appartenevano allo stesso proprietario, De Benedetti, e che poi sono state cedute ad altre aziende che hanno messo in campo un piano di progressiva dismissione. La scelta di sfiduciare il direttore Antonio Manzo è stata molto dolorosa perché lui si era posto come mediatore. Abbiamo preso atto che sul provvedimento di licenziamento ci sia anche la sua firma e quindi questo rapporto di fiducia è venuto meno”. Ha dichiarato a nome del Comitato di Redazione, Clemy De Maio.

 

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