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Inchiesta sullo stato delle scuole di Salerno: le foto e le testimonianze degli studenti

Nastro adesivo per coprire i pavimenti, aule fatiscenti, umidità, zone inagibili, il racconto e le immagini delle tante problematiche nelle scuole di Salerno e anche in provincia

Federica D'Ambro

Porte, armadi, banchi, sedie e finestre danneggiate. Termosifoni non funzionanti, bagni inagibili. Cortili in manutenzione da anni, auditorium completamente nuovi utilizzati come depositi, acqua tra i corridoi e muri cadenti. Potrebbe sembrare un brutto incubo ma in realtà è la situazione, con foto e testimonianze, che si hanno presentati studenti e rappresentanti degli alunni che frequentano diversi plessi scolastici di Salerno e  provincia. Abbiamo raccolto, come detto, le loro testimonianze, la voce del collettivo Studenti Ribelli che da mesi sta raccogliendo materiale fotografico per testimoniare in che situazione versano gli istituti e in quali condizioni gli studenti salernitani vivono per più di cinque ore al giorno.

Ciò che emerge a Salerno città è che la maggior parte dei problemi sono comuni a quasi tutte le scuole. Molti bagni non funzionano o sono troppo pochi rispetto al numero degli studenti iscritti. Pezzi di intonaco che si staccano dai muri, banchi vecchi e vere e proprie zone “fantasma”, ovvero inagibili e utilizzate come depositi. Il caso più grave è quello di un auditorium della capienza di circa 500 posti a sedere, completamente nuovo e utilizzato come deposito, dichiarato inagibile senza un apparente motivo. Ma i plessi di Salerno città non hanno niente a che vedere con le scuole della provincia, come per esempio a Mercato San Severino dove una parte di un liceo è parte di un centro sociale, dove non esiste neanche una palestra ma esiste l’ora di educazione fisica, dove spesso gli studenti dichiarano di giocare a scacchi.


Istituto Publio Virgilio Marone di Mercato San Severino, la testimonianza del Rappresentante, R.B., 17 anni.

“Il nostro è un istituto dislocato su 4 sedi, a causa di un violento terremoto che ci ha costretto a spostarci da una struttura di un convento. Siamo in totale 1027 studenti, abbiamo una sede centrale, una sede a Carifi e una sede a Pandola. Sono circa 20 anni che aspettiamo risposte dalla Provincia per unificare tutte le sedi in un plesso unico, sembrerebbe che questa risposta possa arrivare per la fine del 2018. Attualmente circa 600 studenti, tra uomini e donne, hanno la possibilità di usufruire di soli due bagni che, puntualmente, almeno una volta al mese non funzionano. Il nostro istituto non nasce come scuola ma come centro sociale, ci stiamo semplicemente adattando. Non abbiamo una palestra e sfruttiamo l’ora di educazione fisica giocando a scacchi, solo quando abbiamo un permesso possiamo usare il campetto di calcio di un convento vicino. L’elettricità manca spesso. La pioggia non migliora la nostra situazione, le aule spesso si allagano, i muri sono pieni d’acqua stagnante e, quando avviene, i ragazzi sono costretti a fare lezione nell’atrio della scuola. Purtroppo,il malcontento non riguarda solo noi ma tutti i professori, dirigenti e personale Ata”.

Liceo Scientifico Francesco Severi, la testimonianza dello studente Emilio Sparano, 18 anni.

“Uno dei problemi più grandi penso che riguardi la nostra sicurezza, soprattutto quando il tempo non è sereno, capita che la zona che collega le uscite di sicurezza con la palestra si allaga causando non pochi disagi. Inoltre, abbiamo 4 uscite di sicurezza tutte non a norma e legate con uno spago per non farle aprire. Credo sia necessario stanziare dei fondi per ovviare a questi problemi”.

Liceo classico T.Tasso, la testimonianza dello studente Alfonso Santoro, 18 anni

“Il nostro liceo classico è uno dei centri culturali più importanti, va sottolineato che è la prima scuola classica a livello nazionale. Il problema più grande riguarda l’edilizia: il cortile è inagibile, cornicioni a rischio cedimento, balconi interni uguale, nonostante lo sforzo della Preside e dei rappresentanti non siamo riusciti a concludere o far continuare i lavori. Chiediamo di riuscire a rendere il cortile agibile, questo per permetterci di avere uno spazio nostro, senza dover raggiungere l’istituto salesiano per fare un’assemblea”.

Istituto Istruzione Superiore “Galilei – Di Palo” di Salerno, la testimonianza del Rappresentante d’Istituto, M.M., 17 anni

“Credo che il problema più grande avviene quando raggiungiamo il terzo anno. Come istituto siamo dislocati in due plessi, dal triennio in poi veniamo spostati in una vecchia scuola, diventata completamente inagibile, ci sono classi e zone, persino laboratori dove non possiamo andare. Personalmente, noi studiamo in un “capannone”, prima utilizzato come zona di passaggio solo per i lavoratori. Anche in questo caso quando piove insorgono i veri problemi, ad esempio un mio amico arrivato a scuola durante una giornata di pioggia, in stampelle per un suo problema personale, è scivolato dovendo ricorrere all’intervento di una ambulanza. Il problema più grande in realtà sono le zone inagibili, o utilizzate come tali. L’esempio più emblematico è quello dell’auditorium presente nella scuola. L’auditorium che ha circa 500 posti a sedere è utilizzato come deposito di merce, di banchi. Un posto che potremmo sfruttare per le assemblea per incontri o dibattiti. Tra i vari problemi, ovviamente, troviamo i bagni non funzionanti. Dai rubinetti escono pezzi di pietra che non si sa da dove vengono, dulcis in fundo: le porte non si chiudono”.

ITT Basilio Focaccia, la testimonianza della rappresentante Elena Milito, 18 anni.

“Che dire, i pavimenti rotti vengono riparati con lo scotch, zone molto grandi dove non possiamo camminare. All’interno dell’edificio ci sono corridoi o aule “fantasma”, utilizzate come deposito e anche in questo caso dichiarate inagibili. Veri e propri fiumi d’acqua che si formano con le forti piogge dinanzi all’entrata che non permettono di accedere all’istituto. Molti ragazzi, infatti, quando questo avviene non si presentano a scuola”.

Ad oggi il Collettivo Studenti Ribelli, possiede circa 200 fotografie utilizzate per la Mostra “Basta Ruderi – Vogliamo scuole SICURE”. L’obiettivo è quello costruire un percorso di organizzazione del dissenso per trovare una soluzione vera e definitiva al problema dell’edilizia scolastica e della messa in sicurezza degli istituti.

“Vogliamo scuole costruite intorno allo studente e per lo studente, non scuole alle quali lo studente deve adattarsi e rischiare la propria pelle! Chiediamo un grande piano di messa in sicurezza di tutti gli istituti della provincia di Salerno, con un maggiore e massiccio investimento sia della Regione Campania sia del Ministero. L’Ente Provincia, grazie alla riforma Del Rio, è solo un simulacro di Ente ormai svuotato totalmente anche del suo ruolo di “programmazione” e incapace anche di fare la normale amministrazione. Quindi un piano per dare sicurezza e un servizio al mondo scolastico e alle famiglie. Un piano per la costruzione di scuole nate per essere scuole. Un piano per il lavoro”. Questo il commento dei Giovani Comunisti in merito al lavoro svolto dal Collettivo Giovani Ribelli.

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